Coronavirus – Le mille anime del Volontariato dell’Isola ai tempi del secondo Covid
Imesi del primo lockdown hanno praticamente azzerato le relazioni sociali e portato prepotentemente alla luce le situazioni di fragilità delle fasce più deboli della popolazione costringendo le associazioni di volontariato a riflettere sulla loro reale funzione sociale. Dopo un primo periodo di smarrimento generale, il mondo che fa riferimento al Terzo settore (e non solo) ha preso l’iniziativa. Le piccole realtà associative si sono concentrate sulla distribuzione dei beni di prima necessità alle famiglie evolvendosi in un’organizzazione più strutturata sotto la guida di Emergency oppure riorganizzandosi nelle Brigate volontarie, che hanno avuto una capillarità importante grazie alla profonda conoscenza del territorio in cui operavano. E le abbiamo viste in azione anche qui all’Isola. Durante il primo lockdown, al di là delle esigenze primarie (quelle cui hanno cercato di rispondere anche le leggendarie ceste sospese…) è emerso chiarissimo il bisogno di attivare forme di dialogo tra le associazioni e gli abitanti, per creare reti di scambio e ascolto capaci di rimanere attive nel lungo periodo. Un appoggio che comincia dalla voce amica di un ascolto telefonico, ma che trova molte declinazioni. Un momento fondamentale di riferimento per capire le proposte e le dinamiche in gioco nel quartiere nella prima ondata Covid è l’Assemblea pubblica virtuale del 23 giugno u.s., coordinata da Valerio Pedroni, rappresentante del Forum del Terzo Settore e convocata da Asimov, una associazione culturale del quartiere rappresentata da Andrea Cesaratto, che vuole rispondere ad una domanda ben precisa : “Dove va l’Isola dopo il COVID? Laboratorio di partecipazione tra commercio, cultura, divertimento e residenzialità. Quale vita ci aspetta nel quartiere Lilla?”. Vi hanno partecipato tutte le anime vitali del quartiere ed i possibili paradigmi di un nuovo abitare. Duc (Distretto Urbano Commercio) dell’Isola, Comitato di Quartiere, Oratori, Nuova Stecca, Biblioteca degli Alberi, Piccola Biblioteca Libera e altri. Sono state invitate anche le Istituzioni. Federico Ferri del servizio Antimafie, gli assessorati alla Mobilità (Marco Granelli) e al Commercio (Ermanno Tritto), il Municipio 9 con il suo Presidente Giuseppe Lardieri e il consigliere Mario Esposito. E poi la presidente di Confartigianato Arianna Fontana, Carmine Laganà responsabile del nuovo Mercato dell’Isola, Kely Russel, responsabile della Fondazione Catella, Don Alberto che coordina oratori e centri di ascolto parrocchiali del quartiere. E molti, molti altri esponenti del Terzo Settore del territorio. Nella serata si sono alternati i momenti della denuncia con quelli dell’ascolto, ma a dominare è il messaggio della ripartenza del quartiere. Duc, Confartigianato, Assessorato al Commercio, concordano sul bisogno di segnare nuovi momenti di socialità sia negli spazi pubblici che in quelli privati. Esemplare al riguardo il nuovo mercato coperto di cui parla a lungo il responsabile. Mercato al cui interno è esposto un codice etico che tutti sono tenuti a rispettare, che rispetta i principi di inclusione per tutti i clienti visti come ospiti, che opera secondo i migliori criteri di eccellenza igienica ed anti spreco mutuati dalle pratiche virtuose internazionali più avanzate. Duc, Confartigianato, Assessorato al Commercio, dal canto loro, hanno concordato sul bisogno di segnare nuovi momenti di socialità sia negli spazi pubblici che in quelli privati. Arianna Fontana e Piervito Antoniazzi, coordinatore del Duc, richiamano il progetto, attivamente sostenuto anche da Confcommercio, Isola Artigiana e la mappa di Confartigianato degli artigiani all’Isola. Federico Ferri ha esposto le sue riflessioni su antiriciclaggio e dati del Ministero sull’aumento dei reati di usura in tempi di lockdown (gli unici che aumentano mentre gli altri reati crollano). A seguire la conferme del problema usura da parte del Municipio, la proposta di istituire l’ambulatorio antiusura, altri problemi come lo shopping sotto prezzo specie in ambito alberghiero e la volatilità delle chiusure e delle aperture di nuovi locali all’Isola. L’assessore Granelli ha rilanciato il lavoro della Amministrazione Comunale di riqualificazione del quartiere (progetto speciale di via Toce, piazza Archinto, piazzale Lagosta e altri “messaggi” come il rilancio delle strutture di supporto alla socializzazione come le “isole viola”) teso alla valorizzazione non solo commerciale ma di tutto quanto eccelle nel territorio. Il presidente Lardieri ha analizzato i problemi della ricettività dell’isola (silos auto da mettere a sistema, tour operators da rafforzare) e dei suoi tanti valori aggiunti da tutelare, mentre Mario Esposito in particolare il valore delle eccellenze urbanistiche da tutelare con arredo piazze, aree 30, ampliamento di aree pedonali e numero piste ciclabili quartiere che deve rimanere isolato nel senso migliore… Il Comitato di Quartiere ha esposto l’attività dei suoi volontari per affiancare il progetto speciale de via Toce e per monitorare i problemi del quartiere. Significativa la testimonianza sulle nuove eccellenze del quartier da parte della Fondazione Catella e della sua community Bam (Biblioteca degli Alberi) che conta ormai 5000 adesioni. Interessante, su altra scala, anche quella della Piccola Biblioteca Libera di Marco Salamon. In questo clima hanno posto anche le proposte (al posto di testimonianze) di ascolto e di rafforzamento della rete di solidarietà da parte della Cooperativa Diapason, di Don Alberto che ha ricordato la presenza unificata nel quartiere delle sue due storiche parrocchie e della riapertura delle celebrazioni estesa anche alla Chiesa Metodista, di Paolo Artoni, testimone delle attività veramente estese e differenziate della Nuova Stecca (punto di snodo e di sintesi secondo Valerio), di Michele Papagna della associazione Acea che proprio in questi giorni ha inaugurato in via Confalonieri 3 la Bacheca del Quartiere, della Caritas che prevede un aumento dei bisogni da parte di tante famiglie e di chi ricorda i disagi nelle case popolari del quartiere. Poi è arrivato l’estate. Ad esplodere sono stati i problemi della movida e della cautela anti Covid più o meno praticata ma i progetti di ripartenza e di progettazione urbanistica sono regolarmente proseguiti. L’Isola Artigiana sta veramente delineandosi, il Mercato Coperto di Piazzale Lagosta sta mettendo il suo nuovo tetto proprio in questi giorni, Bam ha avuto momenti ed eventi di grandissima portata con solo cittadina, lo spazio di via Toce antistante i giardini Bruno Munari è diventato bellissimo. Ma poi, poi… il Covid è ritornato! Dapprima strisciante, poi evidente, poi insolente… e non solo a Milano, non solo in Lombardia, non solo in Italia. In ottemperanza al Dpcm del 24 ottobre 2020, hanno richiuso (sostituiti da contatti telefonici) i vari presìdi sociali del Comune sul territorio. I Centri Socio Educativi, gli Spazi Formazione all’Auto-nomia, i Centri Aggregazione Disabili, i tanti Centri Diurni Integrati per anziani, disabili e minori, i Laboratori Terapia Occupazionale, le Case delle Associazioni e del Volontariato, i Centri Socio- Ricreativi, la Casa dei Diritti. E ora? Cosa è rimasto di quella assemblea? Cosa risponderà stavolta il cuore dell’Isola, cosa ha imparato e reso stabile dopo lo tsunami di aprile?
