Coronavirus – Movida in sordina dopo il coprifuoco… anzi spenta

Tutta l’Isola in quarantena in attesa di tempi migliori, ma con qualche speranza in più

Le restrizioni del Dpcm del 24 ottobre hanno dato il colpo di grazia a una frequentazione serale già agonizzante. Chiudere i locali alle 21 aveva già posto fine ad ogni carosello notturno di auto e di assembramenti e, di fatto, reso il quartiere off limits per ogni incursione da fuori Isola di trattenimento e di bisboccia. Anticipare alle 18 ha spento anche per i residenti ogni rito serale di aperitivo, apericena ed Happy Hour… Se a questo si aggiunge la sordina posta dal persistere dello smart working all’utilizzo dei grandi agglomerati di uffici del Centro Direzionale di piazza Gae Aulenti, si capisce che è tutto il quartiere-paese dell’Isola ad essere messo in quarantena e a spegnere all’imbrunire le sue vetrine in attesa di tempi migliori. Tiene ancora il vecchio mercato scoperto di Lagosta-Garigliano che, specialmente al mattino, registra ancora quasi intatte le sue code ai banchi di frutta e verdura. E i nuovi spazi attrezzati di via Toce con i loro murales d’autore sull’asfalto, i loro tavoli da ping pong e le loro panchine nuove di zecca sono meritatamente frequentati dai ragazzi e dai non più ragazzi (anche se qualche mascherina in più non guasterebbe). Ma tutto il ritmo del passeggio e dello shopping appare chiaramente rallentato. Le nostre cronache estive del quartiere, eccessi ed episodi di mala educazione a parte, avevano registrato una fascinosa effervescenza di dehors e di tavolini, segnalata anche da tanti osservatori cittadini, frutto di evidenti investimenti da parte dei gestori e di un parallelo lavoro di migliorie urbanistiche e cura dell’arredo urbano compiuto dall’Amministrazione Comunale. Una nostra rapida indagine, ancora incompleta, registra ora invece la delusione, la rabbia, e anche qualche comprensibile punta di sconforto per il tanto lavoro buttato, da parte di quasi tutti i gestori intervistati. Spaventati, per altro, dalle prospettive ancora più drastiche che stanno proprio dietro l’angolo. Alcuni, anzi, si augurano che, se proprio si deve fare, questo maledetto lockdown si faccia subito! Natale, e giù un sospirone, forse lo si salva ancora… Intanto però qualche passo in più rispetto al lockdown di questa primavera si è fatto. La consegna a domicilio è oramai una opzione generalizzata, arricchita in più casi di una offerta di menù e di personalizzazioni della consegna via internet. Scontato l’auspicio che le misure compensative di ristoro promesse dal governo siano vere e adeguate… e anche qui… giù più di un sospirone, la speranza più solida è quella che l’Isola come sistema, l’Isola come marchio, con la sua immagine che tutti hanno contribuito a ingrandire, ripaghi presto, quando finalmente si riaprirà per davvero, gli investimenti fatti da tutti, le locandine preparate, le nuove idee di promozione e di vendita, i tanti bocconi amari mandati giù.