Coronavirus – Salvatore Siena, direttore del Niguarda Cancer Center premiato da Mattarella per i nuovi approcci terapeutici alle neoplasie

“Noi lavoriamo come i sommergibili: in silenzio e con i siluri pronti”

In questo periodo quando si pensa agli ospedali si pensa subito ai reparti Covid. Ma gli ospedali sono molto molto di più. C’erano anche prima dello scoppio della pandemia, ogni tanto sembra che lo scordiamo, perché le patologie che colpiscono l’uomo sono tante e complesse. Noi abbiamo la fortuna di essere vegliati dal Niguarda, tra i migliori 50 nosocomi al mondo e non passa mese che questa eccellenza non venga premiata in qualche campo. Questa volta un riconoscimento speciale va al Cancer Center. Lunedì 26 ottobre si è tenuta a Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata ad Airc – Fondazione Airc (per la Ricerca sul Cancro), appuntamento che inaugura “I Giorni della Ricerca” dedicati ai progressi raggiunti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del cancro. In tale occasione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato il premio Filc “Guido Venosta” a Salvatore Siena, direttore del Niguarda Cancer Center, e Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare all’Irccs Candiolo, per lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche e nuovi approcci al trattamento del tumore al colon. Durante la premiazione Salvatore Siena ha raccontato il percorso che ha portato a queste importanti scoperte scientifiche: “Esattamente 16 anni fa, al rientro di Alberto Bardelli dagli Usa, iniziammo la nostra ricerca con una sinergia a tutto campo, con in mente un obiettivo preciso: lo sviluppo di nuove terapie per il carcinoma del colon-retto, un tumore fra i primi tre per rilevanza clinica nella popolazione occidentale. Sinergia a tutto campo perché i nostri gruppi di ricerca coinvolgono, in laboratorio e in ospedale, tanti specialisti: biologi molecolari, genetisti, patologi, oncologi, chirurghi, radiologi, fisici, immunologi, farmacisti, veterinari, statistici, farmacologi e persino organizzatori della logistica. Con Alberto ci piace dire che i nostri gruppi lavorano come un sommergibile, in silenzio e senza apparire, e con i nostri collaboratori e colleghi tutti ben determinati, superiamo pragmaticamente ogni ostacolo pur di arrivare all’obiettivo sempre fisso nella nostra mente: il progresso delle cure. E alcuni “siluri”, alcune cure, hanno raggiunto il risultato cercato”.