Coronavirus – Vaccino antinfluenzale: le dosi arrivano dalla Regione a scaglioni e non si sa se basteranno

Siamo a novembre e la situazione del vaccino antinfluenzale in Regione Lombardia è tutt’altro che chiara, come ci ha confermato un medico di medicina generale da noi contattato. O meglio le dosi arrivano ma a scaglioni e non si sa quante ne riceveranno gli studi medici, le farmacie, le Asl. Insomma non si sa chi potrà vaccinarsi, neanche pagando. È infatti di questi giorni la notizia che Regione Lombardia ha acquistato altre 150mila dosi di vaccino antinfluenzale per aumentare la dotazione da mettere a disposizione della popolazione più a rischio. Rammentiamo che quest’anno, a causa della compresenza della Covid- 19, tutti gli esperti hanno chiesto alla popolazione di vaccinarsi, sia per proteggersi dall’influenza sia per aiutare i medici a diagnosticare più facilmente i casi di coronavirus che, almeno all’inizio, hanno gli stessi sintomi di una influenza stagionale. E qui casca l’asino: al netto delle polemiche sulle gare indette per aggiudicarsi i lotti di vaccini la questione importante riguarda il numero di dosi che la Regione ha acquistato: nella conferenza stampa che ha annunciato l’avvio della campagna antinfluenzale il Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia Marco Trivelli ha affermato che quest’anno vaccinare il 60 per cento della popolazione a rischio sarebbe già un successo, proprio perché il numero di dosi acquistate fino ad inizio novembre, circa 2 milioni 900mila, è inferiore di circa un milione rispetto al numero dei lombardi che rientrano nelle categorie a rischio (anziani, operatori sanitari, bambini), che ammontano a quasi 3 milioni 900mila persone.