GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

AIUTIAMO I NOSTRI NEGOZI

La nostra associazione di volontariato, denominata “Comitato Bicocca”, mettendosi a disposizione chiede a tutti di collaborare ed aiutare la nostra società a sconfiggere questa maledetta pandemia da Covid. Abbiamo pensato di dare una mano ai nostri negozi commerciali ed artigiani della zona Invitando tutti i residenti ad utilizzarli il più possibile e, per coloro che possono e vogliono, donare, per le prossime feste natalizie, come regalo natalizio ad amici e parenti, un buono acquisto da spendere nei suddetti esercizi.

L’associazione di volontariato Comitato Bicocca (dicembre)

IL NIGUARDA E I PAZIENTI NON COVID

A tra gli altri marco.bosio@ospedaleniguarda. it; giulio_gallera@regione. lombardia.it; segreteria_presidente@ regione.lombardia.it; sindaco. sala@comune.milano.it. Cc: zonanove@ tin.it. Egregi Direttori sanitari e Direttori della Regione Lombardia, con la presente voglio ringraziarVi per il trattamento che state dando a noi cittadini e pazienti. A causa di un malore di mio padre, 75 anni, venerdì 6 novembre alle 13.30 abbiamo chiamato il 118. L’operatrice ha chiesto almeno 3 volte se mio padre presentasse sintomi da Covid, la risposta è stata negativa e quindi abbiamo spiegato il motivo della nostra chiamata. Siccome il paziente non presentava gravi sintomi l’operatrice ci ha riferito che potevano passare ore e che se la situazione fosse peggiorata avremmo dovuto richiamare. Fortunatamente dopo venti minuti è arrivata l’ambulanza che ha portato via mio padre verso il pronto soccorso di Niguarda. Alle 8 del mattino di sabato 7 siamo riusciti a parlargli perché ha chiesto a un’infermiera di chiamarci. Alle 13 circa siamo riusciti ad avere notizie sullo stato di mio padre. La situazione era abbastanza compromessa, infatti la mattina di domenica è stato trasferito in terapia intensiva e inubato causa problema ventricolare e risultando negativo al Covid. Grazie ai medici della terapia intensiva è stato stabilizzato. Ma martedì 10 novembre è stato trasferito all’ospedale di San Donato contro il parere dei medici e senza preavviso per noi familiari. Prima di andare avanti voglio ringraziare la dottoressa Morici, che mi ha chiamato tutti i giorni per metterci al corrente di quanto veniva fatto per mio padre, tutta l’équipe della terapia intensiva di cardiologia, grazie al dott. Villanova che ha accompagnato il mio papà a San Donato e che ci ha chiamato per assicurarci che il viaggio era andato bene. L’ospedale di Niguarda, si sa, è sempre stato noto soprattutto per la cardiologia e sapevamo di essere in buone mani ma solo per questi medici che sono sul campo. Si perchè adesso li chiamate eroi o soldati e come tali devono sottostare ai vostri ordini e giochi di potere sulle nostre e sulle loro spalle. Noi cittadini, soprattutto se uomini o donne over 75 non contiamo nulla, anzi, contiamo eccome, contiamo soprattutto se arriviamo in ospedale e risultiamo positivi al Covid, perchè ormai esiste solo quello, vero? Mi spiace solo che tutto il lavoro fatto dall’équipe di cui sopra, sia stato vanificato dalla chiusura del reparto di terapia intensiva no Covid per far posto a malati Covid. Emanuela Terzi (dicembre) • Da: marco.bosio@ospedaleniguarda. it. Innanzitutto sono contento che siamo riusciti ad aiutare suo padre e a stabilizzare la situazione clinica. Le strutture ospedaliere milanesi stanno subendo un forte stress organizzativo, vista la violenza di questa seconda ondata pandemica. Niguarda è nota per la capacità di trattare pazienti di ogni specialità medica con una certa complessità clinica e assistenziale. Anche noi abbiamo subito questa seconda ondata epidemica. Solo per darle un termine di paragone nei primi giorni di ottobre noi ospitavamo mediamente 20-30 persone ricoverate Covid positive nei nostri reparti. Oggi ne abbiamo presenti più di 350 di cui 30 in terapia intensiva e abbiamo dovuto convertire 13 reparti di degenza per poter assistere questi malati Regione Lombardia da subito ha individuato le cosiddette strutture “Hub”, strutture specializzate dove possono essere trattati pazienti che non hanno una patologia Covid ma che necessitano di un’assistenza urgente. Stiamo parlando di persone con un infarto, un ictus, un trauma, etc… Niguarda è stato individuato come struttura Hub per il trauma maggiore e le patologie neurologiche e neurochirurgiche. Per le patologie cardiologiche sono state individuate altre strutture ospedaliere della città, tra le quali San Donato dove è stato trasferito suo padre. Pren-dendo atto della pressione in termini di posti letto che Niguarda ha in questo momento per la gestione dei pazienti Covid si evince la necessità di non poter essere riferimento per tutte le patologie non Covid, nonostante il prestigio e l’esperienza del nostro cardio center De Gaspe-ris. Questo chiaramente non significa che le persone che accedono a Niguarda con un problema cardiologico non vengano assistite. Come è capitato a suo padre tutti i pazienti se arrivano al nostro pronto soccorso vengono valutati e trattati, se necessario, per poi procedere al trasferimento in strutture specializzate che hanno la disponibilità di posti letto che in questo momento Niguarda non può avere. Quindi comprendo il Suo rammarico ma le assicuro che tutto quello che viene fatto all’interno di Niguarda viene svolto in sicurezza e non esiste nessun atto che viene fatto “contro il parere del medici”. Il preaavviso dei famigliari doveva essere fatto dai clinici che avevano in cura suo padre e mi dispiace e mi scuso se non è stato fatto tempestivamente. La ringrazio per l’attenzione e mi auguro che le condizioni cliniche di suo padre possano migliorare.

Marco Bosio, Direttore Generale del Niguarda.

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