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Ancora didattica a distanza alla scuola elementare?

Bambini, genitori e insegnanti sperano proprio di no

Durante il lockdown di primavera, i bambini si sono adattati all’isolamento e alle lezioni on line, ma fare i compiti a casa da soli è noioso. Questo è quanto emerge dalle risposte della maggioranza dei bambini. E anche se le maestre si sono impegnate per rendere la situazione meno difficile, ai genitori comunque è stato richiesto un aiuto continuo, ma quel che più è pesato, è stata la mancanza di relazioni e il poter affezionarsi alla propria maestra. Con la didattica da remoto, l’interazione è pochissima e l’insegnamento più che altro è contenimento, ma almeno la comunità è riuscita a rimanere in contatto. I bambini che frequentano la Scuola Primaria sono circa 2 milioni e mezzo e per tantissimi di loro è stato complicato seguire una video-lezione in diretta: a casa si distraggono, si annoiano e avvano bisogno di un genitore seduto al loro fianco per aiutarli con il computer. E purtroppo c’è anche da considerare che secondo l’Istat, un terzo delle famiglie non ha neanche l’accesso a internet. Gli insegnanti sostengono che la didattica a distanza per i piccoli sia stata molto pesante anche se è stato fondamentale vedersi tutti i giorni per far sentire ai bambini la loro presenza. In tante famiglie ci sono state difficoltà per mancanza di computer o di stampanti. Nonostante le lezioni a distanza e i compiti, per i piccoli la giornata restava lunga e la solitudine si faceva sentire. In molti sono riusciti a seguire comunque attività motorie, giochi, lezioni di musica e letture on line, ma molte famiglie sono rimaste perplesse su questo ingresso massiccio del digitale nella vita dei figli, ai quali avrebbero voluto far utilizzare il cellulare il più tardi possibile. Il problema è che con la scusa dei giochi didattici, ci si scatena in quelli che didattici non sono. In tutto questo però, ci sono stati aspetti davvero positivi: il modo diretto con cui si è riusciti ad entrare in tutte le case, senza formalità e l’utilizzo rapido della tecnologia. I bambini si sono adattati in modo naturale, interagendo sulle chat come se fossero tutti insieme vicini, anche se ovviamente stare fisicamente in classe è tutta un’altra cosa.

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