Covid 8 – Allarme bomba a Niguarda. Un avvertimento?

Un ordigno all’Ospedale di Niguarda? Una notizia “bomba”, molto più bomba della bomba stessa, che non è altro che un razzo illuminante, peraltro senza nemmeno l’innesco. Il ritrovamento, nel primo pomeriggio dell’11/11, ha sollevato timori e preoccupazioni. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, polizia e artificieri, che hanno recintato l’area dopo aver fatto evacuare la zona. L’ordigno per fortuna era privo della carica e quindi inerte. I sindacati Cisl, Uil e Cgil si uniscono nell’appello alle istituzioni e alle forze dell’ordine affinché ci siano più controlli. Ma se si fosse trattato di un ordigno inoffensivo, allora perché nasconderlo incollandolo con lo scotch sotto una sedia? Uno scherzo? Ma chi ha voglia di scherzare in un momento come questo, e per di più in un ospedale cioè l’ultimo baluardo contro il Covid 19 che ci è rimasto dopo che sono saltati i presidi territoriali, le app come “Immuni” e il tracciamento tanto sbandierato e che avrebbe dovuto dirci come ci si infetta e come difendersi. Invece siamo ancora come durante la prima ondata: ci ammaliamo senza sapere come abbiamo fatto, dove e perché, ci tengono a casa fino a quando non stiamo per morire e quando non c’è più speranza ci portano nelle terapie intensive ormai sovraccariche. Eppure negli ospedali troviamo frotte di medici e infermieri che, in condizioni disperate e a rischio della loro stessa vita, fanno del loro meglio per salvarci la pelle e spesso ci riescono. Forse un avvertimento, un gesto mirato a spaventare? Ci sono ancora tanti dubbi da chiarire sul ritrovamento di quell’ordigno nello spogliatoio del reparto di Radiologia dell’ospedale Niguarda di Milano. Ci si chiede a chi verrebbe in mente di mettere un ordigno proprio in un ospedale, e in uno tra i quelli in prima linea contro la pandemia. A un pazzo? A un parente vendicativo di qualcuno che non è stato possibile salvare? A un negazionista che crede che il Covid 19 non esista? Oppure a un cittadino talmente infuriato contro la sanità lombarda da decidere di metterla a ferro e fuoco? Il tutto mentre in Ospedale non possono entrare nemmeno i parenti e tutto è presidiato e controllato. Le indagini sono in corso e speriamo che il problema venga chiarito al più presto. Intanto però la preoccupazione per la sicurezza tra il personale ospedaliero diventa la priorità e partiti e sindacati non hanno perso tempo a emettere i loro comunicati. Le sigle sindacali si dicono preoccupate, non sanno “se si tratta solo di un avvertimento o se c’era un altro scopo”, saranno le indagini a chiarire ogni dettaglio dell’accaduto. I sindacati sottolineano, inoltre, il pesante carico di lavoro per il personale sanitario, impegnato con ogni forza a fronteggiare la seconda ondata di Covid. Al centro dell’attenzione ci sono anche le ripercussioni psicologiche per i professionisti della sanità, messi a dura prova in questo periodo di forte emergenza. Il Pd di Niguarda ha pubblicato intanto una nota (a firma della segretaria Diana Comari) che dice così: “All’Ospedale di Niguarda, uno dei più grandi e importanti di Milano e non solo, ieri è stato trovato un lanciarazzi. Al momento, le indagini su quello che è stato definito ‘un gesto dimostrativo’ sono in corso e non è arrivata ancora nessuna rivendicazione. L’evento preoccupa i lavoratori dell’ospedale, le forze dell’ordine e preoccupa noi cittadini perché, come in diversi hanno fatto notare, si inserisce in un clima già segnato da tensioni contro gli operatori sanitari che sta montando e che a Milano ha già avuto sfogo nella vandalizzazione del murale dedicato a infermieri e medici vicino all’Ospedale Sacco. Come Circolo PD Rigoldi, situato nel quartiere di Niguarda a Milano, a pochi passi dall’ospedale, esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori dell’Ospedale stesso, con particolare attenzione a tutti coloro che sono impegnati nella cura dei malati e intenti a fronteggiare l’emergenza covid. L’Ospedale è da sempre un presidio importante per il nostro territorio e non solo; luogo di professionalità, cura e dove si incontrano storie di dolore, di speranza e di umanità, che in questi mesi sta subendo forti pressioni a causa della difficile situazione sanitaria e certamente merita l’attenzione e il sostegno da parte di tutti. Troviamo, dunque, grave quanto accaduto e auspichiamo che venga fatta piena luce sull’episodio ma, soprattutto, che si possa rasserenare il clima affinché non si verifichino mai più simili episodi. Siamo consapevoli della drammatica situazione economica e sociale in cui versano moltissimi cittadini e al contempo siamo certi della necessità di mantenere tutte le cautele necessarie a contenere la diffusione dei contagi da covid che, proprio nel quartiere di Niguarda e in quelli qui vicini, ha prodotto esiti tragici in tante famiglie. Non è, quindi, tempo per scontri ma serve trovare equilibrio: nessuno ha la bacchetta magica per sconfiggere il virus ma ciascuno può fare la propria parte, in sintonia con gli altri. In questa difficile situazione, un ruolo importante lo stanno svolgendo i medici, gli infermieri e gli operatori che si occupano di assistere e curare tanti cittadini, anche qui a Niguarda, e a loro va la nostra vicinanza e il nostro sostegno affinché possano continuare a farlo al meglio.” Noi che stiamo a casa, protetti, non possiamo non essere riconoscenti a chi si batte tra mille sacrifici, pericoli e difficoltà per la nostra salute. E che certo non hanno bisogno di ulteriori distrazioni.