La violenza sulle donne, piaga umanitaria del nostro secolo

Nel dicembre 2016 ho scritto del dramma delle donne che “risulta essere la piaga umanitaria del nostro secolo”, come ha detto la psicoterapeuta Annamaria Di Dato. Ora, dopo ben 4 anni, non si è ancora trovata una soluzione a questo grave problema che coinvolge tutti e, soprattutto, noi donne! Ogni tre giorni, in Italia, avviene un femminicidio, sono stati 91 nei primi 10 mesi del 2020. Dal 2000 sono 3344 le donne uccise nel nostro Paese con un’incidenza crescente in ambito familiare. Il telefono 1522, attivo 24 ore, può essere d’aiuto come antiviolenza ma le donne devono avere la forza di parlare e denunciare questa violenza di genere che, prevalentemente, accade tra le mura domestiche e che, con il “lockdown”, è andata accrescendosi. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, il Servizio Pubblico è diventata una piazza virtuale per dare forza alla volontà di eliminare la violenza sul piano culturale perché non riguarda solo ciò che accade tra due persone o all’interno di una famiglia, ma coinvolge tutti. Riporto il messaggio del Presidente Mattarella: “La ricorrenza di oggi induce a riflettere su un fenomeno che purtroppo non smette di essere un’emergenza pubblica. Le istituzioni hanno raccolto il grido di allarme lanciato dalle stesse donne e dalle associazioni da decenni impegnate per estirpare quella che è, ancora per troppe situazioni, una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne”. Anche Papa Francesco ha detto: “Troppo spesso le donne sono offese, maltrattate, violentate, indotte a prostituirsi… Se vogliamo un mondo migliore che sia casa di pace e non cortile di guerra, dobbiamo tutti fare molto di più per la dignità di ogni donna”. Interessante anche il pensiero della commissaria UE della Bulgaria, Marija Gabriel: “Il diritto di esserci e il dovere di rappresentare la realtà. Non è possibile ancora oggi che solo uomini siano invitati a parlare in dibattiti, convegni, a guadagnare di più a parità di ruolo. È necessario un salto culturale per sradicare modelli e stereotipi che sono alla base anche della violenza di tante diversità”. E così si è espresso il Presidente del Consiglio, Conte: “Realtà ancora troppo sottostimata, allarmante, triplicato con il lockdown il femminicidio”. Proprio il 25.11 due donne uccise, una a Cadoneghe (Padova), trafitta al petto con una coltellata dal marito e l’altra, uccisa da un uomo che è stato già fermato e trovata tra gli scogli in provincia di Catanzaro. Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, in Italia, ha subito violenza. Anche lo stalking è un atto di violenza, con una serie di molestie e atti lesivi continui che provocano disagio fisico, psichico e senso di paura e timore. L’Italia è ancora un paese incatenato a vecchi stereotipi sul genere culturalmente radicati e difficili da cancellare. Per l’Oms rimane ancora nel 2020 un fenomeno di portata mondiale, un problema di salute pubblica. Infine, Valentina C., a 29 anni, nel luglio 2008, si è impiccata a 7 anni dallo stupro avvenuto in un parco a Milano mentre passeggiava con il fidanzato. I tre italiani che hanno aggredito la coppia, picchiato lui e stuprata lei sono stati condannati a pochi anni di carcere ma lei, quasi neuropsichiatra, non riusciva nemmeno a proseguire gli studi…! Credo che non si stia facendo granché per evitare che le donne subiscano sempre e chiediamo che le leggi in materia siano più severe e risolutive e che ci sia giustizia per le donne che, fin da bambine, sono oggetto di violenza.