Covid 6 – Sanità lombarda e Covid: la parola ai medici di medicina territoriale

Anche questo mese non può mancare l’intervista, diventata quasi una rubrica fissa, al nostro presidio sul territorio, il dottor S.M. medico di medicina generale che opera nella zona 9. In particolare facciamo notare una sua affermazione dura e cruda riportata in una sua risposta alle nostre domande: “Siamo di fronte all’ennesimo colpo verso la medicina territoriale che poco sta a cuore a chi governa la sanità regionale!”

Rispetto all’intervista dello scorso mese la situazione sembra un po’ meno tragica. Si intravvede una piccola fiammella in fondo al tunnel. Almeno così dicono i dati nazionali, regionali e quelli che ci arrivano dall’Ospedale di Niguarda. Conferma anche dal suo osservatorio un allentamento della pandemia?

Rispetto a quanto ci siamo detto il mese scorso posso dirle che attualmente la situazione grazie alle limitazioni introdotte è migliorata, si sono ridotti i casi e quelli presenti hanno minore gravità.

Come sta andando il tracciamento con i tamponi? Il sistema regge questa enorme mole di processi oppure i tempi di attesa si stanno allungando? Mediamente quanto deve attendere un suo paziente per ottenere il tampone e soprattutto per avere il risultato?

Attualmente con la diminuzione dei casi il sistema tamponi funziona meglio, si riescono a prenotare in 1-2 giorni e la risposta arriva in 48 ore. Problemi non ancora risolti sono i tamponi di guarigione dopo 10 giorni (con tre liberi da sintomi) in quanto Ats (Agenzia di Tutela della Salute) non riesce ancora a chiamare i pazienti con le tempistiche corrette e il tracciamento dei contatti che viene principalmente fatto da noi con segnalazione sul portale NCOV.

Caos vaccini antinfluenzali: facciamo il punto su questo controverso tema. Ci sono vaccini sufficienti per coloro che risultano nelle categorie a rischio? Siamo in ritardo oppure è stato sollevato un polverone inutile? Lei è riuscito a vaccinare tutti i suoi pazienti?

Per quanto riguarda i vaccini le confermo l’estremo disagio di tutta la categoria dovuto al grave ritardo nella loro consegna. Al momento della stesura di questo testo (29 novembre, ndr) non ho ancora la certezza di ottenere tutte le dosi richieste per gli over 65 e temo di dovere fare scelte sui pazienti da vaccinare. Questa situazione è in contrasto con l’enorme campagna pro vaccinazione che è stata lanciata dai media con la conseguente enorme richiesta e pressione da parte dei nostri pazienti. Questo sarebbe l’ennesimo “colpo” verso la medicina territoriale che poco sta a cuore a chi governa la sanità regionale.

Dopo il libera tutti di agosto adesso si vuole replicare con il libera tutti di Natale/Capodanno/Befana. Possiamo permettercelo oppure dobbiamo fare ancora qualche mese di sacrifici per chiudere definitivamente con il virus?

La preoccupazione di noi addetti ai lavori è che ora, allentando le misure restrittive e con l’avvicinarsi delle feste natalizie, ci possa essere una ripresa dei contagi. Molto dipenderà dal senso di responsabilità delle persone.

Ai suoi pazienti non più giovani suggerisce sempre di restare a casa il più possibile e ridurre al minimo gli incontri con le altre persone, compresi figli e nipoti?

Ai miei pazienti non più giovani ribadisco la necessità di evitare le riunioni familiari soprattutto in vista delle festività natalizie tenendo conto che la pandemia non è terminata.