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Cosa sta facendo il Comune per il ritorno in sicurezza della scuola superiore in presenza?

Cosa sta facendo il Comune per il ritorno in sicurezza della scuola superiore in presenza?

Èbene che studenti e studentesse delle scuole superiori tornino a scuola in presenza? Direi proprio di sì e devono farlo in sicurezza. È per questo che, come Città Metropolitana di Milano e Agenzia del Trasporto Pubblico Locale – Tpl – (che coordina le Aziende di trasporto su gomma del cosiddetto hinterland – oltre che di Monza Brianza, Lodi e Pavia) abbiamo realizzato una proposta tesa a riorganizzare il servizio del trasporto affinché, all’auspicata ripresa delle lezioni in presenza, si possa andare a scuola in sicurezza, evitando assembramenti sui mezzi. Ci stiamo lavorando da mesi, nonostante i continui posticipi rispetto alle riaperture. E lo stiamo facendo in accordo con il mondo della scuola, in particolare con i dirigenti scolastici e anche con le rappresentanze studentesche. Sono stati scaglionati gli orari scolastici di ingresso e di uscita ed è stata ideata la WebApp scuole.tplinrete. it a cui studenti e studentesse che utilizzano i mezzi pubblici è bene che si registrino, indicando istituto e classe di appartenenza, in modo tale che incrociando questi dati con quelli relativi agli orari si riesca a fornire un servizio migliore. L’attività è poi proseguita anche con tutti gli altri attori Istituzionali, ovvero Comune di Milano, Atm, Ufficio Scolastico di Milano e pure Regione Lombardia e Trenord, sotto la regia della Prefettura. Al tema dei trasporti si è poi anche affiancato quello connesso ai cosiddetti tempi della città, ossia una minirivoluzione, supportata anche da una dettagliata analisi del Politecnico, che prevede la necessità di rimodulare anche gli orari dei negozi con l’apertura dopo le 10.15, mentre per gli sportelli della Pubblica Amministrazione, i servizi alla persona e i servizi bancari l’apertura è dopo le 9.30, definendo un vero e proprio Patto per Milano per il rientro in classe, coinvolgendo sindacati e imprese. Un costante confronto che si è sospeso, ma non si è vanificato, a seguito del recente e ulteriore blocco. Dunque, l’ennesimo posticipo della ripresa della didattica in presenza sarà il colpo di grazia alla scuola? Spero proprio di no ma, certamente, è il colpo di grazia alla fiducia dei giovani (e non solo). La loro volontà di ricominciare è fortissima e vogliono coraggio ma anche risposte dalle Istituzioni tutte, per mettere la scuola al centro. Lo studio è un diritto e abbatte le disuguaglianze. Far perdere ancora un anno agli studenti e alle studentesse sarebbe una sconfitta inaccettabile! Sono convinta che le Istituzioni non possano mostrarsi impreparate di fronte alle sfide che ci consegna questa emergenza sanitaria, e che sia imperativo garantire il pieno diritto allo studio perché le giovani generazioni non possono pagare il prezzo dell’incapacità degli adulti di rispondere efficacemente a questa pandemia. È per questo che continuerò/continueremo a lavorare al fianco del mondo della scuola, passo dopo passo.

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