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Didattica a distanza nelle Scuole Secondarie di II grado: non sempre gli ingredienti socio-culturali sono tutti negativi!

Didattica a distanza nelle Scuole Secondarie di II grado: non sempre gli ingredienti socio-culturali sono tutti negativi!

L’eccezionale situazione che sta vivendo tutta la scuola italiana (e non solo) ha messo sotto i riflettori, come sappiamo, l’urgenza di attivare modalità particolari di didattica. Par-tendo dal presupposto che la scuola a distanza non può sostituirsi a una relazione educativa in aula, in cui studenti e docenti comunicano non solo con le parole, con i libri, con i video, con gli strumenti tecnologici, ma soprattutto con gli sguardi, con l’incontro (e talvolta lo scontro…) fisico, desideriamo però porre l’attenzione sugli aspetti positivi che hanno permesso agli studenti di continuare a studiare ed a proseguire con gli anni scolastici, in questo periodo di pandemia. Ma quali sono gli ingredienti fondamentali di questa didattica a distanza? Per tante scuole è risultata un’emergenza per cui è stato anche necessario formare in fretta e furia il personale. Non si tratta però solo di individuare appropriate attrezzature e risorse tecnologiche, ma verificare anche e soprattutto gli aspetti positivi e gli aspetti critici di un cambiamento così repentino e apparentemente così drastico della quotidianità didattica. L’aspetto positivo che l’e-learning offre però, in situazioni normali, è quello di avere la possibilità di uscire dal vincolo spazio-temporale che caratterizza la routine quotidiana scolastica se una classe è decimata da un’influenza; se la mattina gli studenti sono occupati in un’attività extrascolastica; se l’aula è vuota o semivuota e la lezione salta o deve essere ridimensionata o recuperata; se uno studente è assente più giorni per un serio problema di salute, questi perderà tutta una serie di lezioni; se una classe è molto numerosa, con anche problemi di disciplina, molto probabilmente qualche studente faticherà a seguire, proprio per il clima di disturbo costante. Sono tutti casi, questi, in cui la Dad (didattica a distanza) può sopperire.

È possibile e opportuno valutare oralmente “interrogando” gli studenti online? È possibile e opportuno valutare degli scritti realizzati dagli studenti a casa e poi consegnati in modalità telematica ai docenti?

Qui il quadro si fa complicato naturalmente ma ci si affida alla responsabilità personale di ognuno. “In generale ogni iniziativa che favorisca il più possibile la continuità nell’azione didattica è, di per sé, utile” dice la prof.ssa Rosamaria Rita Lombardo, insegnante di Lettere e Latino al Liceo Scientifico Russell, alla quale abbiamo chiesto come stanno vivendo i suoi alunni questo metodo di insegnamento. “Quest’anno ho una prima di 30 ragazzi, i quali sono stati ben felici di iniziare in presenza l’anno scolastico”, sostiene la prof.ssa Lombardo. “Anche se erano un po’ impauriti dalle regole da rispettare. Probabilmente le troppe e giustificate raccomandazioni e precauzioni contribuivano a disorientarli e a non vivere a scuola serenamente; inoltre, nel momento in cui stavano per abituarsi alla condizione, si è ripartiti con la Dad e a questo punto si sono rasserenati. Sono sembrati più tranquilli nella gestione del loro lavoro”.

La preparazione e l’erogazione delle videolezioni comporta un sovraccarico di lavoro per i docenti?

“Senz’altro sì. Si lavora molto di più in Dad anziché in presenza, per preparare lezioni efficaci e interessanti che possano catturare e appassionare tutti. Non c’è orario da rispettare da casa perché ogni momento è buono per trovare nuove soluzioni”.

Pensa che la Dad abbia contribuito a sprigionare doti di adattamento e abbia fatto allenare gli studenti per incrementare le abilità comunicative?

“Assolutamente sì. In questa occasione i ragazzi hanno potuto dimostrare la loro maturità e la loro capacità di adattamento, mettendo in pratica le loro competenze tecnologiche, sentendosi vicini nonostante la distanza fisica. Si può essere distanti anche in presenza a volte, non è questo il problema. Anzi a volte abbiamo riscontrato più difficoltà per le volte in cui abbiamo adottato Dad e presenza contemporaneamente”.

Professoressa, pensa che questo periodo abbia sottratto agli adolescenti importanti momenti utili da trascorrere anche a scuola?

“Sicuramente sì, però di fronte alla salute non c’è priorità che tenga. A scuola i ragazzi sono responsabili e rispettano le regole del distanziamento, ma dovrebbero avere anche la garanzia di viaggiare in sicurezza, per esempio sui mezzi pubblici, e questo non è ancora completamente sicuro. Ciò che conta in effetti è rimanere in contatto e sentirsi vicini. Quello che riscontriamo di positivo ogni giorno è lo sviluppo della maturità dei ragazzi rispetto all’argomento Covid. Loro sono molto attenti e responsabili e stanno molto attenti a non avvicinarsi ai nonni, per esempio, per paura di essere veicolo di trasmissione. In tante famiglie si sono verificati casi di contagi e lutti purtroppo, per cui anche i ragazzi sono molto provati da queste incresciose situazioni; ciò che ho riscontrato è che comunque loro hanno bisogno di sentire vicini, adesso più che mai, i loro insegnanti ed è per questo che noi dobbiamo continuare ad essere i loro fari, anche se a distanza, un sostegno su cui appoggiarsi e per i quali dobbiamo dimostrarci forti per aiutarli a non mollare!

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