“Duri ai banchi”: al Teatro della Coop si resiste

Acausa del Covid da troppo tempo ormai scuole, cinema, musei, gallerie d’arte, teatri, insomma tutti i luoghi più importanti della cultura sono chiusi al pubblico e per molti esigua è la speranza di una riapertura a breve. Con sorpresa abbiamo quindi scoperto che subito dopo l’entrata in vigore del DPCM del 3 novembre scorso l’attore e regista Renato Sarti (nella foto) ha presentato, naturalmente “a distanza”, la nuova stagione del Teatro della Cooperativa di cui da anni è direttore artistico. “Presentare una stagione teatrale in questo momento con il teatro ancora chiuso può sembrare una follia – afferma – ma lo facciamo scaramanticamente per lanciare un segno di speranza, soprattutto per esprimere la nostra gratitudine a quegli artisti che hanno scelto di portare il loro lavoro nella nostra sala. Siamo rimasti parecchio amareggiati per la chiusura dei teatri decretata negli ultimi DPCM dopo tutta l’energia profusa per preparare il cartellone e mettere in totale sicurezza il teatro. Per questo, nella speranza di vederlo diventare realtà sul palco di via Hermada, abbiamo deciso di rendere noto quello che con tanta fatica avevamo preparato per i nostri spettatori, un programma ricco e variegato che a spettacoli su Milano, sull’attualità, sulla memoria storica affianca lavori che virano più sul comico perché oggi più che mai c’è bisogno di riflettere sulla realtà con la leggerezza che solo la risata può creare per ristorare l’animo. Per i più piccoli abbiamo pensato a diversi appuntamenti recuperando un’arte un po’ trascurata e sottovalutata, quella del teatro dei burattini che tanto successo ha raccolto l’estate scorsa nei cortili di Niguarda”. Questa seconda parte della stagione il Teatro della Cooperativa ha voluto intitolarla “Duri ai banchi”, il grido che i comandanti delle galee ai tempi della repubblica marinara veneziana lanciavano quando la nave stava per affrontare un attacco nemico, uno speronamento, un attracco con mare forza 7 per incitare i rematori a tenersi forte ai banchi, a resistere, a tener duro. “Per resistere, continuare a lavorare per poter essere pronti appena sarà possibile – continua Renato Sarti – ora più che mai abbiamo bisogno del sostegno del nostro pubblico e il modo migliore per esserci vicino, da lontano, è la sottoscrizione all’abbonamento “Luce Soffusa” con il quale a soli 25 euro sarà possibile assistere a tre spettacoli della nuova stagione a scelta tra quelli in programma presso la sala di Niguarda.“Intanto noi tutti, grandi e piccini, in questo triste mese di dicembre abbiamo potuto sognare ascoltando attraverso video meravigliose favole da tutto il mondo che il Teatro della Cooperativa attraverso la Compagnia delle Molto tragica storia di Piramo e Tisbe ha voluto donarci per avvicinarci al Natale. Chi non le avesse ancora viste può recuperare le “molto natalizie storie di Natale” sul sito del teatro.