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Milan-Inter: storia dei duelli con vista scudetto

Milan-Inter: storia dei duelli con vista scudetto

Milan 37-Inter 36, così parla la testa della classifica, mentre stiamo chiudendo il giornale, a 4 giornate dalla fine del girone d’andata. Non sappiamo se il duello rossonerazzurro andrà avanti fino alla fine del campionato riconsegnando lo scudetto a Milano dopo un’attesa di 11 anni; quel che è certo è che si tratta di un evento capitato di rado in oltre un secolo di serie A. In attesa di capire come andrà a finire ci siamo divertiti a ripercorrere la storia di alcune sfide meneghine d’alta classifica che si sono concluse con la vittoria del campionato da parte di una delle due sponde del naviglio. A partire dalla stagione 1950-51 che vede ai nastri di partenza il Milan del trio svedese Gren, Nordahl e Liedholm (Gre- No-Li). I rossoneri che sono già una macchina da gol (Nordahl vincerà la classifica marcatori con 34 gol) puntellano la difesa con l’arrivo di Silvestri e Renosto. Anche l’Inter schiera una prima linea formidabile con Nyers (31 gol), Wilkes (23), Lorenzi (21) e il nuovo acquisto Skoglund (12). I nerazzurri partono meglio e chiudono il girone d’andata con un punto di vantaggio sui rossoneri. Dopo 14 risultati consecutivi i nerazzurri cadono però sul Lario. Trascinato da un giovanissimo Gigi Meroni il Como infatti ribalta lo 0-1 del primo tempo e batte i nerazzurri per 3-1. È sorpasso Milan. Le ultime tre giornate sono un giallo in piena regola. I rossoneri conquistano solo un punto ma l’Inter non ne approfitta e conclude il campionato con una sola lunghezza di distacco. Dopo 44 anni di attesa il Milan riconquista lo scudetto. Nella stagione 1964-65 l’Inter di Angelo Moratti, reduce dalla vittoria di Coppa Intercontinentale di inizio stagione contro l’Independiente, si trova dopo 19 partite a 7 punti dal Milan allenato da Liedholm e guidato in campo da Rivera. Campionato chiuso? Sembrerebbe, anche perché l’Inter è impegnata a difendere la Coppa dei Campioni vinta l’anno precedente. Ma la Grande Inter di Helenio Herrera, Suarez, Mazzola non molla e al derby programmato alla ventiseiesima giornata i nerazzurri arrivano con soli 3 punti di distacco. La vittoria netta per 5-2 con doppietta di Mazzola porta i nerazzurri in scia ai rossoneri che, dopo il pareggio a Firenze la settimana successiva, vengono agganciati in vetta. Il Milan torna in testa la domenica dopo, approfittando del pareggio nerazzurro a Vicenza, ma a questo punto i nerazzurri centrano cinque vittorie consecutive e conquistano il loro nono scudetto. Ancora rimonta nerazzurra nella stagione 1970-71. Alla quinta giornata, Fraizzoli, presidente ormai da due anni, esce tra i fischi da San Siro dopo la netta sconfitta nel derby per 3-0. I giocatori non ne possono più dell’allenatore Heriberto Herrera. Mazzola è esplicito: “Questo allenatore ci ammazza, bisogna cambiarlo”. Detto, fatto: con il benestare della vecchia guardia arriva dalle giovanili Gianni Invernizzi detto “Robiolina”. Il nuovo allenatore prende in mano la squadra con grande umiltà, riesce a ricucire gli strappi nello spogliatoio e convince Fraizzoli a richiamare giocatori storici come Jair e Bedin fatti fuori precedentemente da Heriberto Herrera. E i risultati gli danno ragione. La sconfitta a Napoli, che retrocede i nerazzurri all’ottavo posto a 7 punti dai partenopei e a 6 dal Milan, sarà l’ultima. Seguirà una cavalcata di 17 vittorie e 6 pareggi che porterà al sorpasso ai danni del Milan di Rocco alla ventisettesima giornata e alla conquista dell’undicesimo scudetto con due giornate di anticipo. Bisogna aspettare oltre vent’anni, la stagione 1992-93, per vedere Milan-Inter duellare per lo scudetto. In realtà non si tratta di una lotta all’ultimo sangue. Da una parte abbiamo infatti il Milan di Capello, quello degli invincibili, con in squadra campioni come Baresi, Maldini, Savicevic, Donadoni e che si poteva permettere di tenere in panchina il pallone d’oro Papin. Dall’altra una squadra modesta con una buona difesa (Bergomi, Ferri e Battistini), un discreto centrocampo (Manicone, Berti, Shalimov) e un attacco trascinato dal solo Ruben Sosa (20 gol). Il vero fuoriclasse è in panchina e si chiama Osvaldo Bagnoli. Il mago della Bovisa dopo il miracolo Verona ne sfiora un altro con l’Inter. I nerazzurri, dopo un distacco di 11 punti arrivano al derby con 7 punti di svantaggio. Una vittoria potrebbe riaprire tutto. Berti segna di testa alla fine del primo tempo ma il Milan pareggia a 6 minuti dalla fine con Gullit. Campionato finito o quasi. La corazzata Milan crolla (record di imbattibilità di 58 partite interrotto dopo sconfitta casalinga contro il Parma) e l’Inter non molla e vincendo 4 delle ultime 7 partite si classifica seconda a 4 punti dai rossoneri che vincono il loro tredicesimo scudetto. Nella stagione 2010-11 l’ultimo duello d’alta classifica. Il Milan con in panchina Allegri acquista dal Barcellona l’ex nerazzurro Ibrahimovic. L’Inter ha appena vinto il triplete ma ha perso il grande condottiero Jose Mourinho. Al suo posto viene chiamato Benitez. Dopo un buon inizio i nerazzurri precipitano alla sedicesima giornata a -10 dai rossoneri. Massimo Moratti corre ai ripari esonerando Benitez e ingaggiando l’ex rossonero Leonardo. Inizia una rimonta che porta l’Inter alla vigilia del derby di ritorno a -2 dai rossoneri. Sembra tutto pronto per il sorpasso ma un secco 3-0 dei rossoneri (doppietta di Pato e Cassano) spegne i sogni di gloria nerazzurri. Il Milan conquista il suo diciottesimo scudetto.

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