Assolti anche in appello i dirigenti Breda/Ansaldo: Per gli operai uccisi dall’amianto nessuna giustizia

Oltre il danno la beffa: le associazioni parti civili devono pagare le spese processuali

Dopo poco più di un’ora e mezzo di Camera di Consiglio, la Corte d’Appello della V Sezione Penale ha confermato la sentenza di primo grado (assoluzione per i dirigenti Breda/Ansaldo imputati dell’omicidio colposo di decine di lavoratori esposti senza protezioni a sostanze cancerogene come l’amianto).Come ha commentato il presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio “cercavamo giustizia e abbiamo trovato la legge che difende i potenti.Ancora una volta la verità raccontata dagli operai, dall’Asl e dai consulenti del Procuratore Generale si è scontrata con la verità processuale. Il Tribunale si è schierato contro i lavoratori morti d’amianto, sostenendo chi per il profitto non ha rispettano la vita dei lavoratori”. Da decenni gli ex lavoratori della Breda/Ansaldo, ma anche quelli della Pirelli, della Marelli, della Falck si sono organizzati nel Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio e chiedono una giustizia che non arriva mai: “Ancora una volta i giudici hanno assolto i manager imputati dell’omicidio colposo di decine di lavoratori”. In verità questa volta il tribunale è andato oltre: ha condannato le parti civili, Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica, l’Associazione Italiana Esposti amianto e la Fiom Cgil a pagare le spese processuali: un brutto segnale per chi in futuro vuole ricercare giustizia in tribunale. Sebbene la sentenza sia negativa per le vittime e le associazioni, queste hanno dichiarato di non arrendersi e che questa sconfitta “non porta alla rassegnazione ma infonde in tutti i nostri associati ancora più determinazione nella lotta per la giustizia”. Le sentenze si applicano ma, come ha dichiarato un ex lavoratore presente in aula, “contro sentenze e leggi ingiuste ribellarsi è un dovere e combattere per cambiare anche le leggi una ragione di vita, lo dobbiamo ai nostri compagni morti”. “La lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio continua nelle piazze, nei lu