Giorno della Memoria: tante iniziative per ricordare ma soprattutto per riflettere

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” ha scritto Primo Levi. E ogni anno ci rendiamo conto che queste parole sono sempre più attuali. Basti pensare al disgustoso episodio accaduto, proprio il 27 gennaio, nel Consiglio Comunale di Cogoleto (GE) dove ben tre consiglieri, per votare una delibera, hanno fatto il saluto fascista. C’è quindi chi è nelle istituzioni ma non si riconosce nei valori della Costituzione e forse pensa che quello che ricordiamo il 27 gennaio non sia mai successo o, peggio, deride questa giornata. Per questo dobbiamo commemorare, ricordare, riflettere e soprattutto far conoscere perché ciò non succeda mai più. Tante sono state le iniziative nei nostri quartieri. Al Monumento del Deportato, all’interno del Parco Nord, si è tenuta la consueta cerimonia di commemorazione, in forma ristretta per motivi sanitari. C’erano il presidente del Parco Nord, Marzio Marzorati, il presidente dell’Aned (Associazione Nazionale EX Deportati campi nazisti) di Sesto San Giovanni, Giuseppe Valota, insieme ai sindaci e rappresentanti dei Comuni a Nord di Milano e alle Guardie Ecologiche Volontarie. Niguarda ha portato un fiore per ricordare Giuseppe Berna, operaio comunista che abitava in via Hermada ed era uno dei tanti operai di questo quartiere, animatori degli scioperi che nel 1944 costarono la deportazione a tantissime persone. Il Teatro della Cooperativa ha regalato, in streaming, lo spettacolo “I me ciamava per nome: 44.787-Risiera di San Sabba”. Un testo che si rifà a testimonianze di ex deportati nella Risiera di San Sabba che Renato Sarti insieme a Nicoletta Ramorino, Ernesto Rossi e Irene Serinimette racconta con grande sensibilità e partecipazione emotiva, per non dimenticare l’orrore di quello che è stato un lager nazista in territorio italiano, a Trieste, con un forno crematorio dove sono state bruciate migliaia di persone. Il Centro Culturale della Cooperativa ha trasmesso sulla propria pagina Facebook un video in cui Marina De Col legge tre brevi brani di Antonio Tabucchi (Che ore sono da voi?), Itzhak Katsenelson (La fine, dal Canto del Popolo ebraico massacrato) e Sergio Scandiani (Il pastello rosso). Le Sezioni Anpi del Municipio 9 (Affori, Bovisa, Dergano, Isola, Niguarda, Pratocentenaro) hanno realizzato un percorso di cinque video (La forza della memoria nel Municipio 9), visibili su youtube con cadenza settimanale, in cui alcuni ragazzi raccontano le testimonianze di sette deportati in differenti campi di sterminio o di lavoro: Auschwitz, Treuenbrietzen, Ravensbrück, Mauthausen e Dachau. Qualche giorno prima, il 24 gennaio, in diretta streaming Niguarda Ricorda, una serata molto seguita nata dalla collaborazione di Associazioni e Partiti della zona, coordinata da Jonathan Chiesa della sezione Martiri Niguardesi dell’Anpi. Emanuele Fiano ha ricordato il padre Nedo da poco scomparso e la storia di una famiglia italiana denunciata da altri italiani e scomparsa nei campi di sterminio. Giuseppe Valota, figlio di un deportato di Sesto, ha raccontato la storia dell’operaio Giuseppe Berna, a cui è stata dedicata una pietra di inciampo in via Hermada 4. Renato Sarti e Marta Marangoni hanno letto alcune testimonianze in ricordo di chi non si piegò al terrore e all’indifferenza. Fulvio Gibillini nipote di Venanzio, ha raccontato di come suo nonno, allora ragazzino, fu inviato nei campi di sterminio e riuscì a tornarne vivo. Sul canale youtube dell’Anpi Niguarda è ancora disponibile il video.

(foto di Andrea Cherchi)