Il Pirellino diventa Pirelli 39, sostenibile e arboreo: Un progetto simbolo di riqualificazione urbana

Èpronto a cambiare “pelle” il Pirellino di Milano: il complesso di edifici di via Pirelli, ex sede degli uffici comunali del settore Urbanistica, messo all’asta nel marzo 2019, acquistato da Coima per 194 milioni di euro. Giovedì 28 gennaio scorso la società di Manfredi Catella ha svelato il progetto P39 che porta la firma di Diller Scofidio + Renfro e Stefano Boeri Architetti; progetto scelto al termine di un concorso internazionale al quale hanno partecipato 70 raggruppamenti con 359 studi di architettura e che rientra nel tracciato del masterplan unitario per l’area Porta Nuova Gioia. Vi si prevedono investimenti totali di oltre 1 miliardo di euro, 270 mila mq di superfici sviluppate o rigenerate, 20.000 mq di aree pubbliche e 3.600 m di percorsi ciclopedonali. Pirelli 39 è collocato al centro dell’area in una posizione strategica fra la stazione Centrale, a est, e scalo Farini, a ovest, e rappresenta il punto di accesso a Porta Nuova provenendo da nord verso il centro città. I temi principali indicati dal committente sono stati: • Ricomposizione, tramite il Ponte Serra, della Biblioteca degli Alberi oggi divisa da Via Melchiorre Gioia ed estensione della qualità degli spazi pedonali e ciclabili di Porta Nuova verso nord, Stazione Centrale e scalo Farini; • riuso edilizio privilegiato rispetto a demolizione e ricostruzione; • sviluppo di una metodologia di investimento a impatto, misurabile nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, in linea con i parametri Next Generation EU; • linee guida condivise con Comune di Milano; • creazione di un simbolo culturale di rigenerazione urbana. Parola d’ordine: resilienza. La proposta DS+Re Stefano Boeri prevede un modello di utilizzo misto di spazi pubblici-residenziali-terziari attraverso il recupero della torre esistente e dell’edificio a ponte su Melchiorre Gioia e la realizzazione di una nuova torre. Recupero dell’edificio esistente: l’edificio sarà ripensato mantenendone la sagoma e bonificandolo dall’amianto, ma coprendo una intera facciata con pannelli solari, trasformando il tetto in belvedere, adeguandolo agli attuali standard di uso degli spazi uffici. Edificio a ponte (Ponte Serra): pur mantenendone il segno architettonico di ponte a scavalco sulla strada, il progetto lo rivoluziona trasformandolo in uno spazio multifunzionale a servizio della città, uno spazio aperto per eventi, mostre ed esposizioni, con aree incontri e benessere, un laboratorio sull’impatto climatico e ambientale, ed estensione della Biblioteca degli Alberi. Punto centrale della trasformazione dell’edificio sarà la vera e propria serra della biodiversità dove vivere un’esperienza immersiva, educativa, interattiva e innovativa tra svariate specie vegetali. Nuova torre residenziale – La Torre Botanica: 110 metri di altezza. 1.700 mq di vegetazione (tanta quanta l’intera Biblioteca degli Alberi), distribuita sui 25 piani in modo che le fioriture cambino i colori dell’edificio al variare delle stagioni, assorbiranno 14 tonnellate di Co2 e produrranno 9 tonnellate di ossigeno l’anno, al pari di un bosco di 10 mila metri quadrati. Con 2.770 mq di pannelli fotovoltaici la torre sarà in grado di autoprodurre il 65% del proprio fabbisogno energetico. L’edificio prevede parti strutturali in legno che permetteranno di risparmiare fino a 3.600 tonnellate di biossido di carbonio nelle fasi di costruzione. Pirelli 39 nel suo complesso sarà il primo progetto italiano interamente misurabile secondo criteri europei e con le seguenti caratteristiche: zero uso di combustibili fossili, livello di emissioni operative di CO2 già allineato con gli obiettivi EU 2050, recupero edilizio maggiore 70% dell’edificio esistente, copertura del fabbisogno annuale di energia maggiore 65% da fonti rinnovabili. Indotti immediati sarebbero la creazione di spazi pubblici e commerciali per contribuire all’attivazione dell’area e l’attivazione di 5.000 posti di lavoro per fasi progettuali, costruttive e di gestione.