La Memoria scritta nei libri sulla Shoah da Levi a Segre

“Èquestione di pochi anni, e poi non ci saranno più testimoni in vita della Shoah”. Lo scrive Enrico Mentana nell’introduzione al libro della senatrice a vita Liliana Segre “La memoria rende liberi”, La vita interrotta di una bambina della Shoah”. La tragedia incredibile dei campi di concentramento nazisti come Auschwitz risale infatti a più di 80 anni fa e quindi sono sempre meno i reduci che possono testimoniare a viva voce la strage di milioni di ebrei, comunisti, omosessuali e rom ed ebrei. E allora diventa sempre più importante raccontare l’Olocausto per iscritto affinchè le generazioni future ne possano mantenere viva la Memoria. Come fa, con questo e altri libri, Liliana Segre, che a 8 anni venne rinchiusa in un lager e liberata solo dopo aver visto morire il padre di stenti. Pensiamo quindi di fare cosa utile ricordare anche altri libri della Memoria.

• “Se questo è un uomo”, di Primo Levi Se questo è un uomo è un’opera memorialistica di Primo Levi scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma meditata testimonianza di quanto vissuto dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Un’opera indimenticabile.

• “Nel buco nero di Auschwitz”, di Giovanni Tesio In questa antologia sono presenti da Primo Levi ad Anna Frank, da Etty Hillesum a Jean Améry, da Peter Weiss a Friedrich Dürrenmatt e David Grossman, presentando insieme – seppur separati – sia chi, avendo vissuto l’esperienza del lager, ne ha dato testimonianza sia chi, invece, non avendola vissuta personalmente, ne ha fatto oggetto di elaborazione letteraria.

• “L’allenatore ad Auschwitz: dai campi di calcio al lager”, di Giovanni A. Cerutti È la storia dell’ungherese Árpád Weisz, tra i più grandi allenatori degli anni trenta, commissario tecnico dell’Inter (dove scoprì Giuseppe Meazza), del Novara e del Bologna, fino all’espulsione dall’Italia, in seguito alle leggi razziali, e alla tragica fine nel lager di Auschwitz. La sua vicenda ha tratti non comuni che meritano di essere approfonditi.

• “La lettera perduta di Auschwitz”, di Anna Ellory Una giovane scopre che il padre, appena morto, aveva conservato per 50 anni le lettere d’amore scambiate nel campo di concentramento di Auschwitz con una prigioniera. In esse si rivela l’inquietante verità sulle “ragazze coniglio”, giovani donne vittime di sperimentazioni disumane durante i loro giorni al campo.

• “Il baule dei segreti. Le bambine sopravvissute ad Auschwitz”, di Andra e Tatania Bucci 1950. Nella soffitta, a Trieste, riposa un enorme baule. Quando Andra e Tati lo aprono scoprono che vi è racchiusa tutta la loro vita. Caramelle, foto, un cucchiaio di latta, un cappottino, un fiore essiccato… Gli oggetti che emergono raccontano la storia di una famiglia ebrea fino alla deportazione ad Auschwitz e alla successiva Liberazione. Età di lettura: da 10 anni.

• “Il maestro di Auschwitz”, di Otto B. Kraus Alex è prigioniero ad Auschwitz. La lotta per sopravvivere all’orrore del lager si fa sempre più dura. Eppure Alex di nascosto dà lezione ai bambini del famigerato Blocco 31. È un piccolo gesto di coraggio che ha però un incredibile valore sovversivo, perché è il solo modo per tentare di proteggerli dalla terribile realtà della persecuzione che sperimentano sulla propria pelle.

• “Ho visto i lupi da vicino”, di Eliana Canova Karl viene da Vienna ed è uno zingaro. Emma è milanese ed è ebrea. Si incontrano nel peggior posto immaginabile di Auschwitz. Karl viene mandato a prendersi cura dei cani delle SS. Emma icerca di sopravvivere affidandosi al proprio talento di violinista. Le loro voci, insieme a quella del cane lupo Eisen, ci raccontano una storia sconosciuta: la rivolta dei rom rinchiusi adi Auschwitz.

• “Le due donne di Auschwitz, di Lily Graham È il 1942. Eva è deportate ad Auschwitz. Una notte, mentre piange disperata, fa amicizia con Sofie che la consola. Le due donne si confidano i loro sogni più intimi: quello di Eva è di scoprire dove si trova il marito, quello di Sofie è di ricongiungersi con il figlio che è in un orfanotrofio austriaco. E così le due donne si promettono: qualunque cosa succeda, proteggeranno i loro carii a ogni costo.