Piano attuativo Mameli: il parere dell’Osservatorio “Accolto lo spirito innovativo di 5 anni di proposte”

“Il contenuto di quanto è stato approvato non rispecchia esattamente le proposte dell’Osservatorio Mameli, ma si può considerare accolto il contenuto sociale e di integrazione con le necessità dei cittadini dei Quartieri Bicocca, Niguarda e Pratocentenaro”. Questo il commento di Attilio Gallini, segretario dell’Osservatorio Mameli rispetto all’approvazione a fine 2020 da parte del Comune di Milano che, come pubblicato sullo scorso numero di “Zona Nove”, prevede la realizzazione, sull’area dell’ex Caserma Mameli di viale Suzzani, di un grande parco urbano connesso al quartiere di Niguarda, nuovi appartamenti, attività commerciali e servizi aggregativi. Le proposte avanzate dall’Osservatorio, scaturite dopo 5 anni di incontri con cittadini, associazioni, istituzioni (Cassa Deposito e Prestiti – Comune di Milano – Consiglio di Municipio 9), Università Bicocca e Politecnico di Milano, riguardavano infatti alcuni specifici ambiti: Università Bicocca (costituzione di uno studentato per coprire la richiesta di alloggi a canone equo); Ospedale Niguarda (creazione di spazi per residenze sociali a favore di degenti e familiari e di una struttura polifunzionale medica per ridurre la pressione sul Pronto Soccorso e favorire una migliore assistenza specialistica ai cittadini direttamente sul territorio); Formazione (individuazione di spazi per la formazione di arti e mestieri, per rinvigorire la presenza sul territorio di attività di vicinato e di negozi al dettaglio e manifatture artigiane per favorire l’inserimento dei i giovani e il recupero della dispersione scolastica); Parco Nord (creazione di uno spazio verde attrezzato ed adeguatamente collegato col Parco in modo da costituire una spina dorsale verde al polo territoriale). Anche se non tutte le proposte sono state recepite il lavoro dell’Osservatorio Mameli ha ottenuto buoni risultati ed è da considerare un’iniziativa dal profondo senso civico che ha sempre avuto come obiettivo una riqualificazione “sostenibile” di quell’area ormai abbandonata da 15 anni. Il lavoro però non finisce qui, inizia infatti adesso il monitoraggio delle fasi realizzative del progetto.