Seveso: facciamo il punto sul cantiere della vasca di laminazione al Parco Nord

Lunedì 25 gennaio abbiamo visitato, insieme al Sindaco Beppe Sala, all’Assessore all’ambiente Marco Granelli (vedi foto) ed ai tecnici di MM e Aipo, il cantiere della vasca di laminazione in costruzione all’interno del Parco Nord. Di seguito vi proponiamo un breve sunto di quello che sta venendo avanti ma prima intendiamo ribadire ancora una volta il nostro pensiero, con poche e semplici parole, come abbiamo fatto, durante il sopralluogo, coi tecnici e soprattutto con i rappresentanti politici del Comune di Milano. Il Seveso sta portando da decenni danni e disagi a molti quartieri della nostra città ed è doveroso metterlo in sicurezza. Prendiamo atto che la soluzione proposta dai tecnici consiste nella costruzione di un sistema di vasche di laminazione, nelle quali fare confluire le acque di piena. Tale soluzione, non a costo zero per quanto riguarda l’ambiente dato che impatta su aree boschive e verdi, deve essere temporanea ed emergenziale in vista di un più lungimirante piano di bonifica e valorizzazione del nostro fiume. Il punto di fondo è la bonifica e l’utilizzo virtuoso delle acque del Seveso. Attualmente le acque sono inquinate, a causa anche degli sversamenti abusivi dei Comuni che si affacciano lungo il corso, compreso quelli che hanno fatto ricorso alla Magistratura per bloccare il progetto vasche, impedendo ad esempio l’ampliamento del canale scolmatore per dirottarle nel fiume Ticino, garantendone così una valorizzazione ed utilizzo virtuoso. La vasca di laminazione, da riempire nelle fasi di piena e svuotare al termine della fase critica nel più breve tempo possibile, è allo stato attuale la soluzione più efficace e veloce da realizzare. Ma sul lungo periodo non si può pensare che questa sia la soluzione del problema. I cambiamenti climatici, con violente perturbazioni e lunghi periodi di siccità ci impongono un uso sul modello “economia circolare” delle acque piovane: vanno raccolte con grande attenzione durante i periodi piovosi ed utilizzate con parsimonia durante i periodi di siccità. Così facevano già gli egizi e così dobbiamo fare noi. Quelle vasche di laminazione in costruzione devono diventare sul lungo periodo invasi di raccolta e conservazione delle acque piovane. L’acqua è un bene prezioso che va raccolta e riutilizzata e non gettata via. Lo facciamo con l’immondizia e non con l’oro blu? E veniamo al sopralluogo. La mattina del 25 gennaio è stato attivato il bypass idraulico nel cantiere nel Parco Nord dove si sta realizzando la vasca per difendere Milano dalle esondazioni del Seveso. Dopo la realizzazione del nuovo alveo completo e provvisorio, della lunghezza di circa 200 metri, è stata attivata la deviazione del corso d’acqua. Questo bypass, che resterà attivo per circa 10 mesi, si è reso necessario per consentire due fasi fondamentali: la realizzazione del manufatto di presa definitivo, ossia la struttura che conterrà gli organi necessari al funzionamento idraulico per regolare il deflusso d’acqua alla vasca in caso di piena, e la riqualificazione dell’alveo del fiume in particolare il fondale e le sponde oggi fortemente ammalorate. La vasca in costruzione si trova subito a valle del cosiddetto “sgrigliatore”, la struttura esistente che garantirà protezione anche alla vasca stessa dalla presenza di grandi detriti in caso di piena. Insieme alla realizzazione del manufatto di presa definitivo e alla riqualificazione dell’originario alveo del Seveso proseguono regolarmente i lavori relativi allo scavo della vasca. Salvo imprevisti tutta l’opera, progettata e super visionata da MM, sarà completata nell’estate 2022. Come sappiamo, questa vasca è parte di un progetto più ampio e complesso che prevede l’adeguamento delle aree golenali (aree dove il torrente fuoriesce naturalmente quando va in piena) di Cantù, Carimate e Vertemate con Minoprio e 4 vasche situate nei comuni di Lentate, Paderno Dugnano, Senago e appunto Milano Parco Nord. Rammentiamo infine che, a compensazione dell’intervento di costruzione del bacino di esondazione, vengono ampliate le aree pubbliche in gestione al Parco Nord per una dimensione pari a tre volte quella della vasca: se per la vasca sono necessari 37mila mq, al Parco Nord saranno conferite nuove aree per 109mila metri quadrati da rendere verdi, permeabili e con numerosi nuovi alberi.