8 marzo: le donne del 9. La festa della prof a scuola

“Lunedì mattina. Entro in classe. In mano ho articoli vari, la nostra Costituzione, alcune foto ritagliate da riviste e giornali che ritraggono donne di tutto il mondo, giovani, anziane, in carriera, di colore, in tenuta sportiva, con la sporta della spesa, che spingono un passeggino, mentre lavorano in fabbrica, che sfilano in passerella, che salgono vestite da astronauta su una navicella spaziale, in un laboratorio chimico tra provette, mentre scattano delle fotografie, sedute al volante, durante una votazione in Parlamento… I ragazzi mi guardano con aria interrogativa, ma curiosi e si accalcano alla cattedra. Prof, cosa facciamo oggi? Sapete che giorno è oggi? Ma sì prof: è lunedì 8 marzo… e in lontananza si sente “eh sì, è solo lunedì”. Già, lunedì 8 marzo. Accendo la LIM e mostro una foto bellissima, evocativa, ipnotica di Alda Merini, accanto a uno dei suoi aforismi immortali: “Le parole che offendono sono l’urlo della nostra ignoranza”. Partiamo da qui. È Cittadinanza e Costituzione! Sì, anzi no, è molto di più: è ripercorrere il lungo, duro, difficile, faticoso, tortuoso, assurdo, tenace, meraviglioso percorso delle donne per affermare il diritto di vivere e di essere rispettate nel mondo. Alla fine della mattinata, sulla parete di fronte alle finestre, attacchiamo un cartellone dal titolo: Festa delle donne! 8 marzo e per i prossimi 364 giorni dell’anno!” Silvia G.