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La memoria della Shoah rimane viva nei libri-diario scritti da Liliana Segre

La memoria della Shoah rimane viva nei libri-diario scritti da Liliana Segre

Dopo aver ricordato sul numero di febbraio i libri che rendono viva la Memoria del-l’Olocausto, da ora fino a giugno li recensiremo tutti al fine di proporre alle scuole un piano di ricerca su un argomento che non possiamo dimenticare. La senatrice a vita Liliana Segre, deportata ad Auschwitz- Birkenau all’età di tredici anni dove perse il padre e i nonni paterni, dal 1990 racconta la sua esperienza da sopravvissuta attraverso conferenze, incontri nelle scuole e libri. Tra questi ne suggeriamo due, rivolti in particolare ai ragazzi perché possano conoscere e mantenere viva la memoria della immane tragedia successa ormai più di ottanta anni fa.

• “La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah” Curato da Enrico Mentana, il libro ripercorre la storia di Liliana Segre e di quella che era una tranquilla famiglia borghese italiana fino al 1938, quando improvvisamente iniziò la discriminazione degli ebrei e di altre minoranze nel nostro Paese. A otto anni Liliana viene espulsa dalla scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola e la fa diventare protagonista, suo malgrado, di una tragedia incredibile: la sistematica opera di annientamento di un popolo, nell’indifferenza quasi generale. Li-liana racconta il suo allontanamento dalla scuola, dalla maestra e dalle amiche, il trasferimento da Milano a Inverigo, il tentativo di fuga in Svizzera, l’arresto e la detenzione nel carcere di San Vittore, il viaggio verso Auschwitz con partenza dal binario 21 della Stazione Centrale (oggi sede del Memoriale della Shoah). E poi la vita da schiava nel campo, la marcia della morte, la liberazione e il ritorno a casa, unica sopravvissuta della sua famiglia. Ma poi c’è il ritorno alla vita, la gioia ritrovata con l’amore per Alfredo che diventerà suo marito, i tre figli e poi i tre nipoti. Il testo di cinque suoi interventi pubblici tra il 2018 e il 2019 completano il volume dando un’ulteriore testimonianza dello spessore morale e della forza di questa grande donna.

• “Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella Memoria” È un libro di piccolo formato che Liliana dedica “ai suoi nipoti”, come le piace chiamare tutti i ragazzi che incontra per raccontare la sua storia, “una storia tragica ma che finisce bene”. Finisce bene perché lei è sopravvissuta, è ritornata alla vita e ha potuto raccontare. E il suo racconto è un’utile testimonianza, un dovere per tutti quelli che non sono diventati adulti e poi anziani, che non sono diventate quelle persone che sarebbero state se non fossero state sterminate per la colpa di essere nate. Liliana nel suo racconto non esprime mai odio o rancore, non è animata da spirito di vendetta: è una donna di pace che guarda al futuro che i ragazzi potranno disegnare e inventare.

 

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