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Milan-Manchester, due semifinali storiche

Milan-Manchester, due semifinali storiche

Peggio di così non poteva andare… Prima del sorteggio per gli ottavi di Europa League tutti sostenevano che erano tre le squadre che il Milan avrebbe dovuto evitare: l’Arsenal, il Tottenham e il Manchester United. E i rossoneri chi hanno pescato? I Red Devils, appunto… Un’urna davvero sfortunata perché, salvo miracoli, sarà impossibile eliminare gli inglesi che lo scorso anno sono giunti alla semifinale di EL, sconfitti da quel Siviglia che avrebbe poi battuto l’Inter nella finalissima di Colonia. Allora, per consolare i casciavit, abbiamo pensato di rivolgerci al glorioso passato milanista rievocando le due storiche volte in cui il Milan ha affrontato il Manchester nelle semifinali di Coppa dei Campioni/ Champions League. Altri tempi, e altri Milan. Come quello che il 24 aprile 2007 entrò nel mitico Old Trafford dove, quattro anni prima, aveva vinto la sesta “coppa dalle grandi orecchie” superando la Juventus ai rigori. La partita iniziò malissimo per i rossoneri che, dopo soli 5’, subirono la rete di un giovanissimo Cristiano Ronaldo. Gli inglesi disputarono i primi 15’ a cento all’ora e in molti cominciarono a temere che il Milan potesse fare la fine della Roma, umiliata per 7-1 dal Manchester U. due settimane prima. Ma la squadra di Ancelotti era di un’altra levatura e, passata la sfuriata, cominciò a giocare alla pari. E se gli inglesi avevano Ronaldo, i milanisti avevano un Kakà da Pallone d’Oro. Al 22’ il brasiliano pareggiava con un diagonale di sinistro e al 37’ raddoppiava incuneandosi con un colpo di testa tra due avversari e trafiggendo Van der Sar. Nella ripresa gli infortuni di Maldini e Gattuso influenzarono la squadra e una doppietta di Rooney permise, al 91’, allo United di sir Alex Ferguson di vincere per 3-2. Il ritorno del 2 maggio fu la “partita perfetta” dei rossoneri che, sotto una fitta pioggia, si schierarono con: Dida, Oddo, Nesta, Kaladze, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Kakà; Inzaghi. Il Milan restituì il quarto d’ora di fuoco agli avversari, sfiorando il gol per due volte e segnando all’11’ con Kakà servito di testa da un Seedorf in serata di grazia. Proprio lui, al 30’, siglava il 2- 0 con un tiro al volo. Mentre al ‘78 arrivava il 3-0, con Gilardino che finalizzava un contropiede da manuale. Il Milan volava in finale e il 23 maggio, ad Atene, si sarebbe preso la rivincita con il Liverpool. Per parlare della seconda mitica sfida tra Milan e Manchester U. bisogna retrocedere al 1969. Dopo aver eliminato il Celtic nei quarti, i rossoneri affrontavano i detentori della Coppa in un San Siro al completo e meraviglioso. Nello United giocavano dei fuoriclasse come Bobby Charlton e George Best, e a complicare la partita giunse l’infortunio di Rivera, che al 22’ venne sostituito da Fogli. Al 33’, però, il Milan passava in vantaggio grazie a Sormani che, dopo aver fatto a spallate con un difensore, sparava una cannonata che batteva Rimmer. A 4’ dall’inizio del secondo tempo, poi, un cross di Fogli giungeva, dopo un velo di Prati, ad Hamrin che sanciva il definitivo 2-0. Il ritorno si preannunciava caldissimo come quello precedente di Glasgow. Quel 15 maggio 1969 la formazione del Milan era: Cudicini, Anquilletti; Schnellinger; Rosato, Malatrasi, Maldera; Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera, Prati. Così come per la sfida in Scozia, la Rai trasmetteva la gara in diretta e tutti i tifosi milanisti non si poterono mai staccare dal video tanta era la tensione. Nel primo tempo il Manchester assediò il Milan che, comunque, seppe costruire un paio di palle gol e si vide annullare una rete di Hamrin in modo molto dubbio. La ripresa iniziò con Cudicini a terra, colpito da un oggetto scagliato dagli spalti (che si trovavano a ridosso del campo come consuetudine negli stadi inglesi). E a quel punto la storia si colora di leggenda, perché quello che è stato definito Ragno nero dalla stampa anglosassone per la sua maglia, le sue lunghe braccia e le sue parate, chiese la sostituzione. Tuttavia Rocco, dalla panchina, rispose al dottor Monti che non se ne parlava perché a sostituirlo sarebbe stato un giovane ed inesperto Vecchi. Così l’acciaccato Cudicini, dopo 5’ di pausa, fu costretto a riprendere a giocare. La prima parte del 2° tempo fu equilibrata, con il Milan che controbatté colpo su colpo come si può vedere su quel meraviglioso album dei ricordi che è You Tube, che offre la versione integrale della partita. Ma al 70’ Charlton segnò l’1-0 e gli ultimi 20’, di conseguenza, furono un vero incubo. I rossoneri non riuscivano più a superare la metà campo e al 74’ Santin (subentrato a Rosato) salvò il pallone sulla riga. I giocatori inglesi si sbracciarono chiedendo la rete e avvicinandosi minacciosi all’arbitro. Era uno di quei momenti in cui la sorte di un incontro è nelle mani del direttore di gara, e la paura di un suo errore terrorizzò i casciavit allo schermo. Il francese Machin (una citazione la merita!), però, resistette alle intimidazioni e così il Milan riuscì a passare il turno guadagnandosi la finale di Madrid, in cui avrebbe superato la futura grande Ajax di Johann Cruijff per 4-1.

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