Tamponi, varianti, vaccini: facciamo il punto con il “nostro” medico di medicina generale

Eccoci con il puntuale report mensile sulla pandemia e sulle ultime novità. La parola a S.M., medico di medicina generale, “consulente” del nostro giornale.

Tamponi: abbiamo ripreso un tracciamento efficace della pandemia? Varianti: rischiano di fare riesplodere i contagi? E sui suoi pazienti quanto incidono sul numero totale dei positivi?

Gli sviluppi degli ultimi giorni stanno confermando che la situazione è ancora incerta e noi operatori temiamo l’arrivo di una terza ondata legata al diffondersi delle varianti, molto contagiose anche se per ora non sembra più virulente. Le varianti costituiscono un fattore di innesco per il diffondersi dei contagi: più il virus circola più muta e maggiore è il rischio di contagiarsi. La situazione nella provincia di Brescia dovrebbe essere un campanello d’allarme e far capire a tutti noi che non è il momento di abbassare la guardia. Finora per fortuna il sistema dei tamponi e tracciamento dei contatti sta funzionando (soprattutto in caso di infezioni da varianti), ma cosa succederà se aumenteranno velocemente i casi?.

Come procede la campagna vaccinale in Lombardia? È chiaro, esaminando anche i dati che arrivano dall’estero, in particolare da Israele, che l’unico modo per uscire da questo incubo è l’immunizzazione di massa. Non possiamo andare avanti con divieti e lockdown.

La gente non sopporta più divieti e lockdown, noi operatori sanitari siamo allo stremo psicofisico e non sopportiamo più di doverci occupare solo di Covid. Sarebbe meglio fare lockdown mirati e per brevi periodi in modo da isolare i casi da varianti. Serve però la collaborazione di tutti. La soluzione a questo angoscioso problema sarebbe vaccinare rapidamente la popolazione, come per esempio stanno facendo nel Regno Unito, allo scopo di stabilire quella immunità che garantirebbe una ripartenza più serena in tutti i settori. La nostra Regione dovrebbe essere in prima posizione nella somministrazione di vaccini e invece un piano vaccinale preciso non è ancora stato concordato con noi medici di base che dovremmo essere i primi attori di questa campagna vaccinale.

A proposito di campagna vaccinale è di pochi giorni fa la notizia dell’accordo Stato, Regioni, Sindacati per coinvolgere i medici di medicina generale nella somministrazione del vaccino. Cosa ne pensa di questo accordo? Come funzionerà nel concreto?

Abbiamo appreso le notizie riguardanti le vaccinazioni per gli over 80 dai nostri pazienti o dagli organi di stampa. Pensavamo di aver toccato il fondo con la campagna vaccinale antinfluenzale… (Quando abbiamo realizzato l’intervista le informazioni erano ancora scarne. Poco prima del nostro colloquio S.M., parlando con il suo coordinatore, ha appreso che non era stato ancora siglato alcun accordo regionale con le organizzazioni sindacali. Inoltre ha saputo dai suoi assistiti che per ora la gestione delle vaccinazioni a domicilio è stata affidata nella nostra zona agli infermieri di famiglia che fanno capo all’ambulatorio fast track di Villa Marelli, ndr).

Non ci si ammala, e non si muore, di solo Covid: come sta gestendo i suoi assistiti?

A distanza di un anno dallo scoppio della pandemia sta ritrovando un po’ di normalità lavorativa e psicologica? In mezzo a tutta questa incertezza noi continuiamo a visitare i pazienti cronici anche se una gestione integrata con le strutture del territorio è ancora complessa causa disdette e ritardi nelle prenotazioni cercando di non trascurare questi pazienti che più di altri si sono sentiti abbandonati in questo periodo infinito di pandemia.