GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Una testimonianza inedita sulla tragedia del Congo. Su Luca e la sua scorta parla il missionario Padre Gianni

Una testimonianza inedita sulla tragedia del Congo. Su Luca e la sua scorta parla il missionario Padre Gianni

Care lettrici, cari lettori, Zona Franca questo mese vi parla della tragedia del Congo, in cui hanno perso la vita tre italiani, operatori di pace e di solidarietà con l’Onu, uccisi dalle raffiche dei kalashnikov di una delle tante bande di violenti che infestano il Paese: Mustapha Milambo, un ragazzo laureato che però lavorava come autista per il World Food Programme (WFP); il carabiniere Vittorio Jacovacci di Sonnino Latina, che avrebbe compiuto 31 anni a marzo e avrebbe dovuto sposarsi a giugno e Luca Attanasio, nostro giovane ambasciatore in Congo, abitante a Limbiate, sposato e padre di tre figlie piccolissime, due gemelline di cinque e due anni e mezzo. La sera stessa in cui ho sentito al telegiornale la brutta notizia è stata mia premura telefonare alla mia cara amica Anita, perché da 50 anni suo zio Giulio Simoncelli (l’80enne con la barba nella foto con Sandra) è Missionario Saveriano in Congo assieme al fratello Virginio, che attualmente però si trova in Italia per motivi di salute ed è ricoverato al Niguarda per un’infezione alla gamba (vedi la stessa foto). Ero preoccupata e volevo sentire se lei aveva notizie di Padre Giulio. Mi rispose che lo zio si trovava lontano da dove era successa la strage, ma che ne era stato informato da Padre Gianni Magnaguagno, un altro Missionario Saveriano, nella cui casa Luca e i suoi collaboratori la sera prima erano stati a cena, avevano dormito e da dove al mattino erano partiti al seguito di un convoglio umanitario per la città di Goma per andare a visitare un centro aiuti del Piano Alimentare Mondiale (Pam). Ecco, proprio lungo questa strada era avvenuto l’agguato e la drammatica uccisione, sui cui autori e mandanti si fanno mille ipotesi: banditi alla macchia, disertori dell’esercitò regolare, commandos di mercenari al servizio di colonialisti stranieri? Per ora si brancola nel buio. Sulle ultime ore dei nostri compatrioti abbiamo invece notizie di prima mano. Anita, infatti, sente sempre Padre Gianni e, su nostra richiesta, lui le ha inviato questo messaggio vocale su tutto ciò che è avvenuto nel suo ultimo incontro con Luca Attanasio e Vittorio Jacovacci la sera prima della loro morte. Ecco la testimonianza inviataci dal Missionario mediante un messaggio vocale: “Il giorno prima della sua morte il nostro Ambasciatore, con la sua scorta, era venuto qui in visita. Abbiamo avuto un breve incontro con lui nel grande salone cui hanno partecipato (vedi foto con la scritta, ndr) italiani migrati, missionari laici e il direttore aggiunto del Pam. Poi la mattina seguente, dopo la messa, i nostri amici sono partiti per il Pam di Goma. Ci siamo lasciati con molto entusiasmo anche grazie alle promesse che Luca ci aveva fatto. Per esempio, ci ha detto che era riuscito finalmente ad avere dal Governo Congolese il nullaosta per l’adozione dei bambini, facendo dell’italia l’unico paese europeo che ha ricevuto tale permesso. Poi ci ha promesso un Console fisso a Goma per espletare le pratiche burocratiche senza dover andare a Kisas che è distante 2000 kmì. Ci ha infine presentato e abbiamo discusso di tanti progetti: in particolare la richiesta al Pam di un aiuto finanziario per i bambini malnutriti. Ognuno ha detto la sua e, infine, abbiamo passato una sera fraterna e mangiato qualcosa assieme. Lui era molto affezionato a noi e veniva varie volte anche con la moglie a trovarci. Ci aveva già aiutato per un’attività agricola su in montagna gestita da una cooperativa, ci aveva procurato un finanziamento per una latteria. Si dava da fare per aiutare i bambini di strada. Era una persona eccezionale, molto buona, alla mano, ci davamo del tu… Anche sua moglie stava gestendo una attività di recupero dei bambini e dei ragazzi di strada. Ora la nostra tristezza è infinita. Chi si aspettava… siamo rimasti tutti basiti Penso alla moglie e alle bambine ancora piccolssime. Lui aveva un amore grandissimo per la propria famiglia… Ora vi saluto… Non si sa mai l’ora cui Dio ci ha destinati, buona notte”.

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