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Al Cia Manzoni siamo tutti milanesi

Al Cia Manzoni siamo tutti milanesi

Il 25 marzo “Zona Nove” è stata invitato – ovviamente a distanza – dal Civico Centro di Istruzione per l’Adulto e l’Adole-scente “A. Manzoni” del Comune di Milano per assistere all’incontro “Siamo tutti Milanesi. Da migranti a cittadini”. L’iniziativa, inserita nel percorso Punti di Vista, si è aperta con i saluti della dott.ssa Giulia Tosoni e di Laura Galimberti, assessora all’Educazione e Istruzione, che ha sottolineato la ricchezza culturale di vivere in una città multietnica. Un concetto ribadito da Nicola Mogno della web radio Shareradio, a cui si appoggiano molte associazioni e scuole milanesi tra cui il Cia Manzoni, che cura ogni giovedì una trasmissione gestita da studenti e insegnanti. Due allievi del Cia, Lamya e Mahmoud (nati rispettivamente in Marocco ed Egitto) hanno poi intervistato la consigliera comunale Sumaya Abdel Qader, nata a Perugia e di fede islamica. Tra i temi toccati, la situazione della comunità musulmana in Italia, sicuramente peggiorata dopo l’11 settembre ma migliore rispetto a quella di altri paesi perché il nostro Paese non ha imposto un modello di integrazione. La consigliera ha anche ricordato le aggressioni subite durante la campagna elettorale del 2016, per le quali sta per iniziare un processo. La prof.ssa (nonché avvocato) Stefania Skonieczny, insieme allo studente Arkadiusz (entrambi di origine polacche), si sono concentrati sull’importanza dello Ius soli, recentemente tornato alla ribalta e principio di civiltà (non solo) giuridica. Mentre il prof. Luigi Cadelli (nato in Lussemburgo da una famiglia di minatori) ha mostrato a tutti come l’Italia sia stato un paese di migranti, narrando – tra l’altro – il massacro degli italiani ad Aigues Mortes nel 1893, le tragedie minerarie di Monongah (negli USA nel 1907) e di Marcinelle in Belgio (agosto 1956). Oltre agli stereotipi (rissosi, mafiosi, inclini all’uso del coltello) di cui siamo stati fatti oggetto, sono state citate alcune storie di italiani all’estero, come quelle di Francesca Saverio Cabrini (prima cittadina statunitense a essere proclamata santa), Rodolfo Valentino o l’assassinio di Sacco e Vanzetti. Le guide Emma Herrada e Dayana Miranda Contreras hanno illustrato le attività di Migrantour, un progetto di Acra che offre passeggiate multietniche in 17 altre città del continente. A Milano, i tre itinerari in via Paolo Sarpi, a Porta Venezia e in via Padova regalano un “punti di vista” originale della nostra città. Il Cia, che offre bienni di recupero di Scuola Superiore sia diurni che serali, è composto da un terzo di studenti non italiani provenienti da quattro continenti su cinque. Proprio la toccante lettera scritta da uno di loro, arrivato come rifugiato umanitario dal Niger dopo aver attraversato il Sahara e il Mare Mediterraneo ha chiuso un incontro di spessore che può anche essere rivisto sul canale YouTube del Cia Manzoni.

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