“Don Anas”, un sorriso che fermava il virus

Voglio ricordarlo così… come quel venerdì mattina di dicembre, quando ci siamo incrociati vicino alla chiesa, abbiamo parlato un po’ e il suo congedo è stato un bellissimo sorriso che è ancora vivo dentro me! Parlo di Don Antonio Anastasio, per tutti “Anas”, 59 anni a febbraio 2021. Era uno dei quattro preti della mia parrocchia, San Carlo alla Ca’ Granda, ed è mancato il 9.3 all’ospedale di Niguarda dopo 45 giorni di strenua lotta contro il Covid che aveva colpito anche il parroco Don Jacques du Plouy e gli altri preti ma in forma lieve. Nella basilica di Sant’Ambrogio il giorno 11 marzo si è svolta la celebrazione eucaristica che si è potuta seguire on line. Per tutti, come ho detto, era “Anas”, conosciuto un po’ ovunque perché era dedito a scrivere racconti, poesie e musica. Nato nel 1962 a Milano, dopo due anni di Conservatorio Giuseppe Verdi, studia filosofia all’Università Cattolica e si laurea nel 1987. Nel 1992 diventa sacerdote nella Fraternità di San Carlo Borromeo. Dal 1996 al 2003 è vicedirettore e poi rettore del Seminario della congregazione presso il quale si era formato. Poi, a Grosseto, insegna filosofia all’Istituto teologico- filosofico della diocesi. In seguito va a Madrid, nella missione, dove per dieci anni è parroco al San Juan Bautista nel quartiere di Fuenlabrada. Fonda la “Casa de San Antonio”, opera per i poveri senza fissa dimora. Torna a Milano nel 2013 ed ha l’affidamento della cappellania del Campus Bovisa del Politecnico, poi la parrocchia di San Carlo alla Ca’ Granda. Gli amici e tutte le persone che l’hanno conosciuto commossi lo descrivono come un prete intelligente, colto, dal cuore grande, capace di dialogare con tutti, talentuoso e con un cuore buono all’inverosimile. La sua figura rimane impressa in modo indelebile nella gente che lo piange e che ha pregato per lui. Compagno di giovani e meno giovani, Don Anas rimane con noi per sempre, nella mente e nel cuore!