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Dopo Pasqua rientro in presenza per molti, ma non per tutti

Dopo Pasqua rientro in presenza per molti, ma non per tutti

Ecco cosa ne pensa l’assessore e maestro Paolo Limonta

Dopo le vacanze di Pasqua, mercoledì 7 aprile molti bambini e ragazzi sono tornati a scuola, ma non tutti. Dalla seconda media in poi le lezioni si tengono ancora a distanza. In uno slogan ironico si legge: “Non fermatevi alla prima media” alludendo alla birra. “Un appello ironico, ma non troppo che mi sento di condividere con grande determinazione”, dice Paolo Limonta, assessore all’Edilizia Scolastica del Comune di Milano e anche maestro di Scuola Primaria. Ecco cosa pensa l’assessore di questa decisione: “Tenere a casa le ragazze e i ragazzi delle seconde e terze medie che, ricordiamolo sempre sono scuole di prossimità, non ha assolutamente senso. Continuare a dimenticarsi delle ragazze e dei ragazzi delle scuole superiori, su cui si era lavorato molto per garantire un sistema integrato che permettesse il rientro in presenza di almeno il cinquanta per cento degli studenti, è francamente inaccettabile. Io brindo per il rientro in classe delle bambine e dei bambini dai nidi alla prima media”. L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali, Paolo Limonta ha appunto dichiarato: “Finita ufficialmente l’ultima DAD dalla mia classe tristemente vuota. Mercoledì 7 aprile la riempiamo di sorrisi, bellezza e felicità. E non la svuotiamo più. E sarò immensamente felice di rivedere le mie bambine e i miei bambini, di riascoltare le loro grida, di immergermi nei loro sorridenti occhi senza fine, ma non potrò fare a meno di pensare a tutte le ragazze e i ragazzi le cui classi resteranno chiuse e alla loro rinnovata frustrazione che rischia davvero di essere senza fine. E, da adulto, non potrò fare a meno di continuare a vergognarmi! È arrivato il momento di pretendere una riforma che potenzi il sistema scolastico grazie a risorse economiche e umane, per curare una scuola ammalata già da tempo. Più docenti, più formazione, più educatori, più progetti di prevenzione e di promozione del benessere, più servizi territoriali che affianchino la scuola e le famiglie nel loro ruolo socio-educativo per rafforzarla e garantire il diritto all’istruzione per tutti, indipendentemente da reddito, provenienza o status sociale, in nome di un’altra idea di scuola. Bisogna stare dalla parte degli studenti, dei docenti e delle famiglie che esprimono in questi giorni il loro disagio, che vogliono la riapertura in sicurezza delle scuole e auspicano quella riforma che più non può aspettare!”

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