Dossier Coronavirus – Niguarda: un catetere miniaturizzato per riparare il cuore dei bimbi prematuri

L’ospedale di Niguarda non è solo lotta al Covid a colpi di terapie intensive e vaccini. Continua a essere presente in modo esemplare in tutte le specialità mediche e chirurgiche. Ecco l’ultima impresa. Il 31 marzo scorso è stata portata a termine con successo dai cardiologi pediatrici del Niguarda una procedura di chiusura percutanea del dotto arterioso di Botallo presente nel cuore che spesso, nel neonato molto prematuro, non si chiude spontaneamente comportando così gravi problemi cardiaci. L’intervento è stato eseguito con successo sul cuore di un neonato del peso di 1100 grammi, in collaborazione con i neonatologi del Policlinico di Milano. Si tratta del paziente più piccolo per peso mai sottoposto a correzione transcatetere in Italia. L’intervento è stato eseguito da un team composto da cardiologi pediatrici, anestesisti, tecnici di radiologia, neonatologi e infermieri. Gli specialisti hanno utilizzato un nuovo dispositivo che, tramite un catetere sottilissimo del diametro di uno spaghetto, inserito con una puntura dalla vena femorale, ha raggiunto l’arteria polmonare e quindi – attraverso il dotto – l’aorta. “Una volta in sede, dal catetere è stato rilasciato un dispositivo auto-espandibile che è andato a tappare il dotto arterioso aperto – spiega il cardiologo pediatrico Giuseppe Annoni -. Durante la vita fetale, infatti, esiste un tubicino, il dotto di Botallo appunto, che mettendo in comunicazione l’arteria polmonare con l’aorta, ottimizza la circolazione fetale. Dopo la nascita il dotto normalmente si chiude ma se questo non avviene possono insorgere complicazioni cardiache”. Nel 2019 Niguarda è stato il primo centro italiano a introdurre questa nuova metodica, utilizzata solo in pochi ospedali nel mondo. Da allora sono stati trattati 8 neonati provenienti anche da altre terapie intensive neonatali lombarde come Macedonio Melloni, Varese e Lecco.