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Per contrastare meglio la pandemia serve di più la paura del contagio o la fiducia nella scienza?

Per contrastare meglio la pandemia serve di più la paura del contagio o la fiducia nella scienza?

Indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale, evitare gli assembramenti, rispettare la quarantena sono regole che dopo più di un anno dalla comparsa del coronavirus si seguono con una certa fatica. Si è “spaccati” in due fra il timore dei contagi e l’urgenza di “riaprire”, tornare alla normalità ponendo fine alle restrizioni che incidono pesantemente sulla nostra vita sociale e sull’economia del paese. È un bilanciamento tra cuore e ragione; da un lato c’è il desiderio di libertà, la voglia di uscire, riabbracciare finalmente amici e parenti, tornare a scuola, al lavoro, al cinema, a teatro, ai concerti, dall’altra i dubbi, le preoccupazioni legati ai possibili contagi che potrebbero seguire. È quindi la paura, il timore di infezione, dei decessi e del numero pubblicizzato dei morti di cui ogni giorno leggiamo o sentiamo parlare a spingerci a tenere comportamenti utili a contrastare la pandemia? Non è questo che emerge da uno studio fatto da un team di ricercatori delle Università di Milano-Bicocca, Chieti e Perugia, un’indagine che ha coinvolto 23 paesi di diversi continenti, Europa, nord e sud America, Asia e Australia. I risultati della ricerca, condotta attraverso questionari somministrati a 6.948 persone in contesti differenti sia sul piano socio-culturale ed economico che per diffusione del Covid 19, hanno rivelato che a favorire comportamenti volti a contrastare la diffusione del virus più importante, più forte della paura è la fiducia riposta nelle persone del proprio governo e, in particolare, nella scienza e negli scienziati. Basata sulle intenzioni di comportamento riferite dagli intervistati, non sui comportamenti reali, la ricerca offre però importanti spunti di riflessione per quanto riguarda in modo particolare le strategie della comunicazione che dovrebbe essere sempre più focalizzata sul diffondere una maggiore fiducia nella scienza e negli scienziati. “È necessario comprendere bene i fattori che guidano la credibilità nelle affermazioni scientifiche – affermano i ricercatori – al fine di individuare e mettere in atto strategie di intervento efficaci per superare ostacoli psicologici, promuovere una maggiore fiducia nella scienza e ridurre le credenze anti-scientifiche. Solo così possiamo incoraggiare comportamenti utili a limitare la diffusione della pandemia”.

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