GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

QUANDO SISTEMATE L’ASFALTO DELLE STRADE?

Vorrei segnalare la situazione di estremo abbandono che persiste da anni nelle vie private Antonio da Saluzzo, Leone da Perego e tratti di via Frugoni. L’asfalto delle strade e dei marciapiedi è in condizioni tali da rendere difficile percorrerle sia a piedi sia in bici e nonostante i numerosi solleciti fatti da novembre all’assessorato di competenza non è stato effettuato nessun intervento. E non c’è pandemia che tenga visto che altre zone e altre vie hanno avuto miglioramenti significativi. Perché questa zona della città non viene considerata? Di recente l’unico negozio presente nella via che coraggiosamente ha avviato l’attività durante la pandemia ha subito uno scasso. Dov’è l’attenzione alle periferie? Ho scritto all’assessore Granelli lo scorso novembre e non ho ottenuto nessuna risposta, Ho segnalato al Comune e mi è arrivata un’email automatica in cui mi informano che hanno preso in carico la mia richiesta. Le strade sono sempre nelle stesse condizioni e alla fine di via Saluzzo dove inizia il Parco si accumulano ogni giorno i piccoli sacchetti che i proprietari di cani abbandonano a terra per maleducazione, mancanza di rispetto per chi abita di fronte e per mancanza di cestini in zona.

Daniele Deponti

Amici della redazione di Zona Nove vi mando una foto fatta al Parco Nord zona laghetto. (Franco Michelin)

L’INCONTRO CON IL NAPOLETANO

In febbraio, mi trovo in via Pola, sto camminando e, all’improvviso, esce dal negozio un simpatico e gioioso napoletano che mi invita ad entrare per farmi assaggiare le sue specialità partenopee dolci e salate oltre al fatidico caffè! Un incontro particolare e inaspettato con Dario D. E così, io milanese e lui di Napoli, ci troviamo a conversare come ci conoscessimo da tempo! Sì, questa è empatia, ambedue con la mascherina, ma con una certa umanità e fratellanza che, in questo tempo “sospeso”, è difficile provare!

Lettera firmata (febbraio)

DOPO 57 ANNI RITROVATO L’AMICO

Chi si ricorda lo scoppio della casa il 5 settembre del 1964? Il fatto è accaduto dove oggi è la via Tremiti n° 6, che allora era un sentiero che poi finiva in mezzo alle campagne. Via Maestri del Lavoro, il continuo di via Adriatico che finisce dove inizia il Parco Nord e la via Emilio Cecchi non esistevano ed erano tutti prati. Erano circa le 5 di mattina e il mio povero papà, che andava in bicicletta tramite i campi a lavorare alla Breda di Sesto S. Giovanni, è stato sbalzato giù dalla bici ed è corso subito a telefonare da casa di mio cugino (perché allora erano in pochi ad avere il telefono) alla polizia e ai pompieri. Oggi dopo 57 anni ho ritrovato il mio amico Giovanni Tani, che allora è stato l’unico superstite della famiglia. Mi sono commosso fino alle lacrime, ad averlo sentito al telefono. Era l’amico che aspettavo fuori dal cancello di casa con i libri di scuola, che gentilmente mi aiutava a portarli fino al pullman (la vecchia B) visto che io sono poliomielitico all’arto inferiore sinistro e allora non c’erano i trolley come adesso, ma solo una cinghia elastica. Mi ricordo quel mattino come fosse oggi, è stata proprio una tragedia. La sera al TG in bianco-nero si è visto il prete tra le macerie (Don Ettore) e tutta la gente che era corsa a vedere. Visto che lui non abita più a Milano, ma in Piemonte, ci siamo ripromessi che alla fine di questa pandemia, Dio permettendo, ci troveremo di persona. Oggi devo dire che è stata la giornata più bella di questo nuovo 2021.

Gianni Paolo Fumagalli (febbraio)

UN ORRORE IN UN PARCO PUBBLICO

Molti come il sottoscritto guardano questo obbrobrio, di cui le allego la triste foto, collocato nel parco pubblico all’angolo dei viali Testi-Cà Granda non potendo estirpare questo orrore, l’unico provvedimento possibile che si deve prendere è quello di ornarlo con piante rampicanti tipo Vite del Canadà o meglio ancora col Fior di Glicine. La spesa è irrisoria ma l’effetto superlativo!

M. Palma (febbraio)

GRAVE INCIDENTE ALL’ATTRAVERSAMENTO VENOSTA

A seguito del grave incidente occorso la sera del 24 febbraio a un pedone che attraversava Venosta in direzione Nord Sarca segnaliamo ancora una volta la necessità di una semaforizzazione in due tempi, tale da da impedire il verde in contemporanea alle macchine che da Sarca girano a destra in Venosta e ai pedoni che attraversano Venosta verso Nord. Lo stesso problema ancora più grave esiste per le macchine che girano a destra da Sarca in via Marcellina. Poichè la semaforizzazione in due tempi non comporta spese ma porterebbe a una notevole risparmio di sofferenza ed economico non si capisce come mai non venga messa in atto.

Rita Montoli-Giovanni Perani-Elvira Costa (febbraio)

IN VIA POLA TUTTI AMICI

In febbraio, mi trovo in zona Isola, in via Pola, sto camminando e, all¹improvviso, esce dal negozio un simpatico e gioioso napoletano che mi invita ad entrare per farmi assaggiare le sue specialità partenopee dolci e salate oltre al fatidico caffè! Un incontro particolare e inaspettato con Dario D. E così, io milanese e lui di Napoli, ci troviamo a conversare come ci conoscessimo da tempo! Sì, questa è empatia, ambedue con la mascherina, ma con una certa umanità e fratellanza che, in questo tempo “sospeso”, è difficile provare!

Lettera firmata (febbraio)

GIOVANNI SUZZANI, CHI ERA COSTUI?

Casualmente mi è capitato di leggere on line in un numero di Zona Nove “Viaggio in viale Suzzani” di Roberto Braghiroli dell’aprile 2017. Braghiroli scrive: “Giovanni Suzzani era un sindacalista lodigiano nato nel 1875, che abbandonò l¹attività di tipografo per dedicarsi all¹azione politica nazionalista al fianco del più noto Filippo Corridoni”. Purtroppo la frase contiene numerose inesattezze. Giovanni Suzzani, nato effettivamente a Lodi nel 1875, fu direttore del “Corriere biellese” nel 1897, poi segretario della Camera del lavoro di Lodi e confinato a Finalborgo con Valera, Lazzari, Don Albertario ecc dopo i moti del maggio ’98: In seguito divenne segretario propagandista del Riscatto ferroviario e dal 1907 del Sindacato ferrovieri italiani. Morì nel luglio 1910 e non ebbe a che fare con nessuna azione politica nazionalista. Quanto a Corridoni era anch’egli un sindacalista rivoluzionario internazionalista e non un nazionalista. Nel 1914 tuttavia, di fronte all’aggressione tedesca alla Francia, divenne interventista e, all’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915, si arruolò volontario e cadde alla Trincea delle Frasche il 23 ottobre 1915.

Maurizio Antonioli (già professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università degli Studi di Milano)

Redazione: Professor Antonioli, grazie per le precisazioni: per quel trafiletto su Giovanni Suzzani. Il nostro giornalista si è basato su un libro che riporta la storia dei personaggi a cui sono intitolate le vie di Milano. Indubbiamente sarebbe stato meglio “incrociare” più fonti. Non possiamo nemmeno sostenere che chi ha scritto l’articolo, Roberto Braghiroli, abbia avuto dei cattivi insegnanti, visto che ha frequentato il suo corso di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche negli anni ’90.

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