Covid 19: ecco quali sono le importanti informazioni che questo mese ci fornisce il nostro esperto medico di famiglia

Eccoci al consueto appuntamento con il dottor S.M., il nostro medico collaboratore di fiducia quando si parla di Covid. Prima di procedere, però, all’intervista, pubblchiamo un suo sfogo, sul quale torneremo sicuramente nei prossimi mesi, perché fa intravvedere nuvole al nostro orizzonte: “Vorrei sottolineare le preoccupazioni sul futuro del nostro servizio sanitario e di quello sempre più nero della medicina generale alla luce anche delle novità introdotte dal Recovery Plan”. Vedremo!

Visto dal suo osservatorio, attualmente qual è la situazione in termini di contagi, ricoveri e decessi tra i suoi assistiti?

Il numero dei contagi è molto diminuito, mentre scrivo è solo una settimana che siamo passati in zona gialla; in questo ultimo mese non ho avuto nessun paziente ricoverato, nessun decesso per Covid e un paio di casi tuttora in carico ma con sintomi lievi.

Dal 26 aprile la Lombardia è in zona gialla. Cosa significa in termini sanitari e quali rischi abbiamo deciso di correre? È la scelta migliore oppure è il miglior compromesso fra necessità, sulla carta, inconciliabili?

Indubbiamente il passaggio alla zona gialla è un rischio da un punto di vista sanitario. Vedremo tra una settimana-dieci giorni se nella nostra Regione torneranno a salire i contagi e se la gente sarà riuscita a comportarsi in modo adeguato dopo le recenti riaperture. La pandemia purtroppo non è finita, ci sono persone che quando parlano usano termini del tipo “quando c’era la pandemia”, il rischio è non avere più la percezione del pericolo e anche le dichiarazioni di qualche illustre luminare (“il virus non c’è più, il Pronto Soccorso del nostro ospedale è vuoto”) non fanno altro che alimentare la percezione dello scampato pericolo.

La campagna vaccinale sembra avere preso un ritmo sostenuto. Conferma che siamo sulla strada giusta?

Ha già iniziato a somministrare le dosi ai suoi assistiti? Da quando è arrivato il generale Francesco Paolo Figliuolo in Lombardia le vaccinazioni hanno ripreso a viaggiare a ritmi sostenuti, compatibilmente con le scorte di vaccini disponibili. Se posso citare come unico neo il nostro scarso o nullo coinvolgimento: per ora ci è stata data la possibilità (previa adesione) di partecipare al V-day organizzato dall’ASST di Niguarda per gli over 80. Al momento non ci sono ancora indicazioni concrete su un nostro intervento massivo nella campagna vaccinale, per ora concentrato soprattutto nei grossi Hub vaccinali.

Con “il cuore in mano” possiamo dire che la luce in fondo al tunnel è sempre più luminosa? Siamo a un punto di svolta?

Il vaccino ci sta portando fuori dalla tragedia mondiale? Possiamo dirlo senza alzare troppo la voce, come già ho sottolineato in altri articoli: il vaccino è l’unica via di uscita da questa situazione. Molti, troppi dubbi sono stati sollevati da una campagna mediatica non sempre obiettiva e non sempre competente (troppe chiacchiere in tv e sui social da parte di persone che non hanno le necessarie competenze).

Possiamo organizzare la stagione estiva con moderato ottimismo?

Non dimentichiamoci che l’Italia è uno dei Paesi, a livello mondiale, a maggior vocazione turistica. Noi medici di base auspichiamo che vengano chiarite al più presto dagli organi competenti le modalità per ottenere il certificato verde (pass) introdotto di recente, perché le informazioni scorrette si susseguono quotidianamente e gravano sulla nostra categoria già sotto pressione da tempo. Speriamo che la nostra Regione,responsabile dei problemi del territorio, faccia chiarezza in tempi rapidi.