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Il Governo ha presentato all’Europa il Piano della ripresa: un avvenimento storico

Il Governo ha presentato all’Europa il Piano della ripresa: un avvenimento storico

Alla fine del mese scorso il Governo ha presentato all’Europa il Piano di Ripresa e Resilienza, l’insieme dei progetti e degli interventi con cui l’Italia vuole utilizzare gli oltre 220 miliardi che, anche grazie all’impegno del Governo precedente, sono stati messi a disposizione del nostro Paese nell’ambito di un piano di investimenti che deve aiutare ogni realtà europea a ripartire dopo questa terribile pandemia che ha portato a tanti lutti e colpito l’economia e la vita del mondo intero. Spendere tanti soldi per realizzare interventi che nel 2026 dovranno essere conclusi rappresenta una opportunità straordinaria per l’Italia per ripartire sapendo che l’obbiettivo non può essere quello di ripristinare ciò che c’era prima del Covid ma deve essere quello di immaginare il Paese di domani, innovarlo per vivere meglio ed essere all’altezza delle sfide del futuro, superando i problemi e i ritardi patologici che ci hanno condizionato per tanti anni. Per questo, accanto alle linee di intervento, il PNRR è condizionato a riforme importanti: quelle della giustizia, della pubblica amministrazione, senza cui è impossibile pensare di spendere tanti miliardi realizzando tante opere in 5 anni e del fisco, combattendo l’evasione fiscale e il lavoro nero per poter ridurre le imposte. I progetti contenuti nel PNRR discussi e approvati dal parlamento sono tanti. Voglio soffermarmi solo su alcuni, secondo me molto rilevanti per la nostra realtà. Senza però prima rinunciare a sottolineare come, grazie all’impegno del PD, si sia deciso, per tutto ciò che riguarda le attività finanziate col PNRR, di garantire l’occupazione giovanile e femminile, le due realtà più penalizzate dalla pandemia, introducendo una clausola che garantisca la loro assunzione. La gran parte delle risorse stanziate saranno destinate alla digitalizzazione e alla transizione ecologica. Per una città come la nostra significa portare le istituzioni vicino ai cittadini grazie ad internet e rendere la rete più veloce e migliore per ogni tipo di utilizzo e, per quanto riguarda l’ambiente, significa più risorse per aumentare il verde urbano, per cambiare il parco mezzi acquisendo autobus elettrici, contare su energie alternative e rinnovabili per riscaldare gli edifici, diffondere il teleriscaldamento. Tutto questo migliora la qualità della vita e diminuisce l’inquinamento atmosferico. Ma sono risorse che saranno destinate anche alla rigenerazione urbana, alla trasformazione di pezzi di città, migliorando l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici, favorendo la realizzazione di appartamenti per i ceti più in difficoltà, definendo le funzioni che devono essere collocate ma, soprattutto, sarà l’occasione, dopo la pandemia, di governare le trasformazioni straordinarie che già sono in atto. Lo smartworking non scomparirà, molti uffici saranno ridimensionati, molti edifici dovranno cambiare destinazione d’uso, i servizi costruiti per rispondere alle esigenze di chi lavora dovranno essere ridimensionati, la stessa mobilità andrà ripensata: il PNRR è una grande occasione per governare e non subire queste trasformazioni. L’altro grande capitolo sui progetti finanziati col recovery fund è quello della sanità. 12 miliardi per la telemedicina ma soprattutto per migliorare l’assistenza e la medicina territoriale, colmare quel vuoto che durante la pandemia ha fatto venire meno la possibilità di curare le persone a casa e per tempo e migliorare la capacità di assistere le persone non autosufficienti in famiglia fornendo tutti i servizi e i sostegni necessari. Nei prossimi 5 anni c’è la possibilità di migliorare molto la nostra città, il PNRR è una grande opportunità che apre una fase nuova e fa bene il sindaco Beppe Sala a chiarire fin dall’inizio che il prossimo mandato, se sarà riconfermato, non dovrà essere la prosecuzione del primo o addirittura una fase di gestione ordinaria, ma l’occasione per realizzare una idea di città metropolitana, che in questi anni è diventata bella e attrattiva, ma che oggi ha bisogno e può essere più verde, più vivibile, più capace di non lasciare nessuno da solo e di valorizzare i contributo dei giovani e delle donne.

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