GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

La voce del signor Lorenzo Falcone

Cari amici di Zona Franca, prima di iniziare a raccontare l’incontro con il signor Lorenzo Falcone vorrei a nome di tutta la redazione fargli gli auguri per il suo compleanno perché il 27 maggio compie 94 anni. Complice la figlia Anna, che durente la conversazione telefonica mi aveva detto che suo padre aveva scritto degli appunti sul Covid e che lui stesso era stato ricoverato in terapia intensiva, vorrei fare i complimenti al signor Lorenzo perché è una persona eccezionale. Ama la musica, la poesia e si è arricchito culturalmente perchè ha sempre letto e gode di una memoria che hanno pochi. Subito mi mostra degli appunti che ha scritto lo scorso anno quando la parola Covid entrava nella nostra vita. Cari amici di Zona Franca, ecco i suoi pensieri di quando si doveva stare tutti in casa.

• 1 aprile 2020: Corona Virus – Homo Virtus Mentre la natura si ridesta, noi siamo tristi, timorosi e addolorati per tanti nostri fratelli vittime del morbo denominato Corona Virus. L’unica soluzione per evitare il contagio è l’isolamento dagli altri mediante mascherine e rimanere chiusi in casa in attesa che questa battaglia possa essere vinta con le armi a disposizione dei sanitari, dei volontari, delle forze della Pro-tezione Civile e soprattutto dal nostro buon senso. Domani, speriamo sia molto presto, con l’aiuto di Dio potremo ripristinare le nostre consuete abitudini quotidiane con lo stringere le nostre mani al saluto fraterno, memori dell’esperienza vissuta che non ha precedenti nella storia umana.

• Pensiero del giorno 3 maggio 2020 Oggi è domenica e sono le ore 6.00. Mi affaccio al balcone e osservo il cortile con i prati verdi e alberi d’alto fusto in pieno rigoglio vegetativo, ma non vedo uccelli cinguettare, piccioni in cerca di cibo. Un silenzio di tomba. Pare che questi volatili abbiano il sentore meglio di noi uomini, il timore dell’epidemia che incombe su questo mondo. Tutto il creato dell’uomo si è arrestato: commercio, industria, trasporti, viaggi, attività culturali, scuole. Fervono solo le attività sanitarie in maniera frenetica per la cura degli ammalati, che spesso di fronte alla violenza del male muoiono. Quando tutto ciò passerà, i posteri conosceranno le dimensioni di questo flagello, lodando le virtù consapevoli dei loro padri. … Quando la mortalità scenderà a quota zero, sorgerà un nuovo spirito di solidarietà, saluteremo e abbracceremo tutti quelli che incontreremo, ci fermeremo a parlare, a prendere un caffè al bar e forse li inviteremo a casa per il pranzo. Accorreremo verso le piazze, riempiremo le chiese dove ringrazieremo per questa nuova vita che ci attende e guideremo i nostri bambini verso i giardini dove con la loro vivacità giocheranno in piena libertà, ascolteremo nei vari teatri musiche concerti danze con inni alla gioia per la rinascita alla nuova vita.

• È il 15 ottobre 2020 quando vengo ricoverato a Niguarda (con febbre alta e stanchezza che accusavo da qualche settimana) con altri ammalati in uno stanzone su apposite sedie (pronto soccorso Covid 19). A turno gli infermieri venivano a fare prelievi e controllare la temperatura. Non ricordo a che ora ma fui trasferito in un altro reparto. E a letto. La mia permanenza fu di una decina di giorni cambiando altri tre reparti diversi. Non avevo ammalati accanto ma solo nelle ore di colazione e pranzo si alternavano alcuni infermieri portando il cibo che rifiutavo non avendo appetito. Ero in uno stato di disidratazione tanto che le mie labbra erano arse, percepivo che qualcosa stava morendo in me; sognavo a occhi aperti di bere a delle fontane di acqua fresca gelata. Mi nutrivo di quel sogno in cui mi beavo. Poi la notizia come un’eco di un trasferimento altrove a Soresina provincia di Cremona. Mi sembrò, quel luogo, luminoso, accogliente. I medici provvidero subito a visitarmi nel darmi medicinali, radermi la barba e lo sciampo ai capelli, e anche il taglio delle unghie. Ebbi poi il contatto con altri pazienti; li vedevo nella loro inerzia e sofferenza ma con mia meraviglia nel giro di pochi giorni riuscivano a superare le loro crisi grazie alle cure ricevute. Incominciarono così i miei rapporti con gli infermeri e i medici che devo dire benefici. Capivo che mangiavo con appetito recuperando il peso che avevo perduto. A poco poco raccolti i propri pensier e ritornando in spirito l’intera via della propria vita, la gioia dell’amicizia, l’amore per la figlia, la consorte, l’attività lavorativa e l’aspetto culturale delle cose…. I giorni passarono lieti con gli altri ammalati.Ma soprattutto con alcune infermiere e medici che si mostravano generosi nel loro aiuto morale e fisico e ho dedicato anche a loro un mio ricordo.il 24 novembre 2021 fui dimesso.

Grazie signor Lorenzo per la sua testimonianza, e ancora gli auguri più belli per il suo compleanno.

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