“Le donne del 9” Mi chiamo Vanessa e…
“Mi chiamo Vanessa e sono nata negli anni ‘70. In quegli anni così densi di ideali e speranza per il futuro del Paese, i miei genitori scelsero un nome che era anche un’spirazione a Vanessa Redgrave, attrice e attivista politica di sinistra. Cosa che ho sempre trovato divertente e piacevole. Sono cresciuta e formata negli ideali dell’antifascismo e della socialdemocrazia, e in quelli dell’indipendenza sociale, culturale, sessuale, ed economica delle donne. Le lotte di quegli anni per la parità tra uomini e donne sul lavoro e nella famiglia, per il divorzio e per la legge 194, sono ideali che fanno parte di me, in modo irrinunciabile. Sono stata anch’io, come molte delle ragazze di oggi, stagista e poi precaria sottopagata. Oggi sono mamma di un bimbo di 9 anni e mi occupo di valorizzazione culturale nella P.A. Credo sia fondamentale investire nel protagonismo femminile e che sia importante mantenere alta l’attenzione sui diritti delle donne. Da 10 anni sono impegnata per la mia comunità, come consigliera di Zona 9 prima, e di Municipio 9 poi, nelle fila del P.D. Ho fatto la prima campagna elettorale mentre ero incinta, la presidente della Commissione Cultura mentre allevavo mio figlio. Ogni giorno cerco, come tutte le donne lavoratrici, un faticoso equilibrio, tra il lavoro, famiglia e politica. Credo che oggi più che mai, ci sia un’enorme questione sociale da affrontare e all’interno di questa un’urgente questione femminile. Durante la pandemia le donne italiane hanno perso più del doppio dei posti di lavoro della media europea e sono aumentate le criticità che già erano da ostacolo alla loro inclusione economica. Nel tornare a ricucire quei legami umani e sociali che questa emergenza ha allentato, investire nell’occupazione delle donne e nel loro ruolo nella società è indiscutibilmente giusto, urgente e condizione di progresso e sviluppo del Paese”.
