“Le parole di Emilio Isgrò” alla Kasa dei Libri

Emilio Isgrò. Chi non conosce le sue notissime “cancellature”, testi sui quali l’artista passa dense strisce di pittura lasciando che restino liberi e visibili solo alcune parole e spazi bianchi? Esposte nei più importanti e prestigiosi musei e gallerie d’arte di tutto il mondo queste opere hanno dato a Emilio Isgrò una straordinaria notorietà e grande fama. Dal 19 maggio al 18 giugno a ospitare questo personaggio, considerato uno degli artisti contemporanei più significativi operanti nell’ambito della poesia visiva e dell’arte concettuale, sarà la Kasa dei Libri (Largo De Benedetti, 4) con una mostra particolare. Prima che artista Isgrò nasce come scrittore ed è proprio questo l’aspetto, meno noto al grande pubblico, che questa mostra esplora approfondendo l’Isgrò letterato, poeta, giornalista letterario, narratore e drammaturgo in un percorso professionale lungo ormai più di 60 anni. A comporre “Le parole di Emilio Isgrò”, curata da Andrea Kerbaker e Camilla Fiorin, sono quindi soprattutto libri e riviste letterarie. Accanto a Fiere del sud, la prima raccolta di versi che l’artista siciliano pubblicò a soli 19 anni, troveremo tutti i suoi libri di poesia, molte lettere indirizzate a Raffaele Crovi, poeta e narratore, testi narrativi tra i quali Autocurriculum, un racconto di eventi personali e Una avventurosa vita nel 1975 candidato al Premio Strega. A raccontare poi l’importante e ampia attività drammaturgica che Isgrò considerava “il più alto compimento naturale delle sue esperienze di poeta visivo” oltre a manifesti, libri, locandine e fotografie, dentro e fuori la scena, sono alcuni testi per spettacoli, tra i quali Didone Adonàis Dòmine, Giovanna d’Arco, e la prima prova nel teatro, L’Orestea di Gibellina (1983-1985) una trilogia siciliana riadattata da Eschilo che con le scenografie realizzate da Arnaldo Pomodoro, venne rappresentata sulle macerie della città distrutta dal terremoto. A incuriosire ulteriormente i visitatori saranno sicuramente anche le opere nelle quali è molto evidente la contaminazione tra arte e poesia. Un esempio notissimo è l’opera Beatrice trasmutata, un grande libro sul quale numerosissime “cancellature” rosse ricoprono quasi tutti i versi del XVII canto del Paradiso di Dante, lasciando allo scoperto qua e là solo pochissime parole. Una mostra da non perdere.

Si può visitarla gratuitamente tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00, su prenotazione scrivendo a mostre@lakasadeilibri.it o chiamando lo 02.66989018.