“Mayland”, film sulla pandemia realizzato a scuola e premiato al concorso di scrittura “Opera prima”
Si tratta di un riconoscimento al prof Roberto Carlucci, docente di lettere alla scuola Tommaseo. Opera Prima è un concorso di narrativa e soggetti per film e serie TV, dedicato agli studenti, che promuove la scrittura come esperienza di racconto di sé, degli altri e del mondo. Il prof Carlucci, esperto in didattiche inclusive, quali lezione partecipata e scrittura creativa, negli ultimi anni ha realizzato diversi cortometraggi con i propri alunni, partecipando anche al Progetto Cinema a Scuola, curato dal direttore Luigi Allori. Nel 2018 aveva realizzato con i suoi alunni il filmato “Mayland”, proiettato all’Auditorium Ca’ Granda durante Progetto Cinema e oggi premiato. La regia è di Camilla Borò; responsabile della recitazione Daniele Trupia; assistente alla recitazione è Elena Rimoldi; sceneggiatura e direzione artistica sono di Giorgio Arcari. La trama: un virus misterioso uccide tutti coloro che superano l’adolescenza. Gli adulti, spariti. L’ordine precostituito, sparito (vedi illustrazione). Bambini e ragazzi cercano di riorganizzare i brevi anni a loro disposizione prima di essere colpiti a loro volta dalla malattia misteriosa, all’ombra del muro costruito in fretta e furia lungo la circonvallazione, ultima speranza di contenere il virus alla sola città. La prima parte concentra l’interesse sull’immaginazione di una società senza adulti in cui i ragazzi sono del tutto liberi di determinare le regole del loro vivere comune. Ciò li porta alla scoperta della necessità di regole condivise per il vivere pacifico e anche alla riscoperta del ruolo dell’adulto, come depositario di un’esperienza necessaria alla regolamentazione dei rapporti sociali. “È stato un duro lavoro, ma ricco di soddisfazioni, perché ha trasformato i ragazzi in attori, sceneggiatori, registi, fonici, costumisti davanti alla telecamera” – dice il prof Carlucci: “L’obiettivo è stato introdurre nella scuola il linguaggio cinematografico, sviluppando competenze per la lettura critica e la scrittura, analizzando i temi attraverso la visione di alcuni film di riferimento. I ragazzi sono stati guidati all’analisi del linguaggio usato dai registi per dare voce ai minori”. Realizzare e mostrare un film creato collettivamente a scuola, con il supporto di insegnanti ed esperti, significa sperimentare da un lato la potenza del lavoro di squadra, dall’altro la magia del cinema. I punti di forza sono l’inclusività, la forte valenza formativa, la valorizzazione di competenze multiple. Luigi Allori, nel suo libro “Il film dell’obbligo”, una guida per fare cinema a scuola, così si esprime: “Un laboratorio di cinema serve non solo per realizzare film, ma per imparare anche nuove forme di comunicazione ed espressione. Infatti i ragazzi vengono coinvolti piacevolmente e così studiano argomenti utili e allo stesso tempo divertenti perché riflettono automaticamente, su oggetti e concetti non sempre immediatamente comprensibili, com’è normale che sia. L’approccio deve essere sperimentale e giocoso, rispettando la regola antica, che il modo più efficace per trasferire ai ragazzi informazioni e cultura è giocarci insieme”.
