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“Niguarda: contagi e ricoveri ridotti, ottimo andamento delle vaccinazioni” Ma guai a non rispettare le misure di prevenzione: il virus è ancora pericoloso

“Niguarda: contagi e ricoveri ridotti, ottimo andamento delle vaccinazioni” Ma guai a non rispettare le misure di prevenzione: il virus è ancora pericoloso

Intervista esclusiva a Marco Bosio, direttore generale del nostro Ospedale

Da lunedì 26 aprile la Lombardia è in zona gialla, segno che i dati epidemiologici sono in miglioramento. Anche a Niguarda si nota una diminuzione della pressione sulla struttura ospedaliera? Avete già in mente di chiudere alcuni reparti e terapie intensive Covid?

Dopo tante settimane di difficoltà, soprattutto da ottobre, da alcuni giorni i dati sono in decrescita. Abbiamo ancora dei pazienti in terapia intensiva, ma rispetto ai mesi precedenti la situazione è decisamente migliorata. Questo è il segnale di un andamento positivo, frutto di un duro lavoro. Il numero di persone che richiedono un ricovero ospedaliero o un accesso in Pronto Soccorso per sintomatologia correlata al Covid sono calati e di conseguenza il numero di reparti, degenza ordinaria e terapia intensiva, attività ad hoc stanno per essere ridotti. Questo, però, non deve assolutamente indurre le persone ad abbassare la soglia di attenzione, ma dobbiamo tutti continuare a rispettare scrupolosamente le misure di prevenzione dal rischio di infezione e trasmissione.

La pandemia sembra regredire anche grazie all’efficacia dei vaccini e del piano vaccinale. Anche in questo campo Niguarda è in prima linea. Ci spieghi come siete organizzati, quali centri vaccinali gestite e ci dia un po’ di dati sul numero e la tipologia di persone che hanno ricevuto le dosi.

Il Niguarda è impegnato nella campagna vaccinale anti covid sin dal “V-Day” europeo, ovvero dal 27 dicembre 2020. Oltre all’ambulatorio interno al presidio, dal 18 febbraio è stato attivato un secondo centro presso via Ippocrate, aperto 7 giorni su 7, che garantisce oltre 700 vaccinazioni al giorno. Queste linee, proprio in questi giorni sono state potenziate a 10, per poter somministrare fino a 1.000 vaccini al giorno. Sono state effettuate anche vaccinazioni a domicilio per le persone over 80. Infine, il personale del Niguarda sta collaborando con il centro massivo di Hangar Bicocca (vedi sotto), dove, grazie anche al personale di altre ASST, si erogano a regime quasi 4.000 vaccinazioni al giorno. Per quanto riguarda le sedi vaccinali di Niguarda, dell’inizio della campagna abbiamo erogato circa 9.000 somministrazioni, tra prime e seconde dosi, alle varie categorie aventi diritto, di cui 23.000 anziani sopra gli 80 anni.

La notizia del V- day a Niguarda del 10- 11 aprile u.s. ha trovato ampio risultato sugli organi di informazione, anche a livello nazionale. Riesce a fare un bilancio di quel fine settimana così importante per la fascia più fragile della popolazione? Un grande grazie al personale impegnato in quella maratona vaccinale sembra d’obbligo.

Le due giornate dedicate alla conclusione della campagna vaccinale over 80 sono state estremamente proficue. La seconda dose per l’immunizzazione si è svolta nel fine settimana del 1 e 2 maggio. L’Ospedale Niguarda ha infatti effettuato circa 5.000 vaccinazioni, presso due centri attivi sulle 12 ore, con 28 linee vaccinali. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di più figure professionali, fra cui infermieri, medici, amministrativi, operatori sociosanitari, volontari e farmacisti.

Zona gialla non significa pericolo scampato e liberi tutti. Visto che il Niguarda ha accolto migliaia di malati Covid, molti guariti ma molti anche deceduti, può lanciare un appello di responsabilità ai nostri lettori? Perché non bisogna abbassare la guardia?

Confesso che di fronte alla notizia che dal 26 aprile saremmo diventati zona gialla è salita un po’ di preoccupazione. Quello che è importante, però, è che tutti i comportamenti positivi che abbiamo imparato quest’anno vengano mantenuti. Questo è un aspetto fondamentale affinché si mantengano i risultati ottenuti finora e si abbiano meno persone ricoverate nell’ipotesi di una quarta ondata, che speriamo non arriverà. Purtroppo bisogna fare i conti con il fatto che nessuno ha la certezza che il virus sparirà completamente e che proprio per questa ragione è necessario mantenere una convivenza regolata. Questo farà sì che gli ospedali non siano eccessivamente sotto pressione e che, qualora aumentassero nuovamente i numeri, quanto meno non sarà colpita la categoria più fragile. Anche se ora stiamo imparando a conoscere il virus sempre di più, è importante continuare a porre attenzione e rispettare le norme.

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