Un 25 aprile molto particolare, incredibile per la famiglia Pozzoli

Una giornata intensa quella del 24 aprile a Niguarda dove, lo ricordiamo, la Liberazione si festeggia il giorno prima. Alla mattina si è svolta la posa delle corone alle lapidi, con una delegazione ridotta dell’Anpi di quartiere, causa Covid. Nel pomeriggio due importanti eventi. Dapprima l’inaugurazione di una nuova lapide dedicata a Enrico Pozzoli, in via Ornato 7, dove abitò nei sui primi anni di vita. Una iniziativa dell’Anpi Martiri Niguardesi a cui la Cooperativa Abitare – lo ha sottolineato il presidente Sergio Ostoni – ha subito aderito perché la storia della Cooperativa è anche la storia della Resistenza. La figura di Enrico Pozzoli è stata ricordata nel numero scorso di “Zona Nove”. Qui raccontiamo invece una storia bellissima, dovuta proprio a questa nuova lapide. Enrico aveva un fratello, Emilio, nato tre anni prima. I rispettivi figli, e poi i nipoti, come spesso succede, hanno intrapreso strade diverse e i legami col tempo si sono allentati. Ma il destino, dopo tanti anni, ha rimescolato le carte. La nipote di Enrico, Roberta Barbieri, vive in Brianza da sempre e tante vicende del nonno le ha scoperte negli ultimi anni, anche perché la nonna non ne ha mai parlato volentieri. “Due anni fa – ci racconta – è stata dedicata a mio nonno una pietra d’inciampo in via Farini, davanti alla sua tipografia dove è stato arrestato nel 1944. È’ in quella occasione che siamo stati rintracciati dall’Aned (Associazione Nazionale ex Deportati), grazie al presidente Dario Venegoni, figlio di Carlo arrestato con mio nonno. E oggi abbiamo avuto un’altra sorpresa”. Quale sorpresa? Certo il ricordo del nonno, ma non solo. La nipote di Emilio, Maria Paola Pozzoli, che Roberta non vedeva da quando erano bambine, abita da un paio di anni e del tutto casualmente in questa stessa casa. “Quando ho letto la notizia che qui, nello stesso palazzo dove abito – ci dice – sono vissuti mio nonno e suo fratello e sarebbe stata inaugurata questa lapide sono stata travolta da un’emozione indescrivibile.” Il nonno Emilio durante la guerra era in Eritrea dove è stato fatto prigioniero, tornò in Italia nel 1947 dove erano già rientrati moglie e figli, che hanno gestito per alcuni anni, proprio in via Ornato, una latteria. I genitori di Maria Paola si sono spostati in varie località d’Italia, da Milano a Brescia, da Bari, dove lei è nata, a Pisa; e lei stessa, per lavoro, ha poi vissuto molto anche all’estero, fino a che ha deciso di rientrare a Milano, anche per essere più vicina ai genitori, ormai anziani. “Volevo stare nella zona nord di Milano – ci ha confessato – ma non pensavo necessariamente a Niguarda. Quando sono andata a visitare questa casa di via Ornato mi è piaciuta subito, in particolare per la sua tranquillità. Non sapevo assolutamente che qui aveva vissuto mio nonno.” E così le due cugine, Roberta e Maria Paola, il 24 aprile si sono rincontrate: una festa nella festa. La giornata si è conclusa davanti al murale antifascista di via Majorana (vedi foto), con un partecipato incontro con rappresentanti e iscritti della CGIL, settore assicurazioni e credito, dove Angelo Longhi (Anpi Martiri Niguardesi), Renato Sarti (Teatro della Cooperativa), Melissa Oliviero (Camera del Lavoro) e Gabriele Poeta Paccati (FISAC CGIL) hanno parlato di lavoro e Resistenza.