Un fumetto per ricordare la storia di Fausto e Iaio
Sono trascorsi quarantatré anni da quando sono stati assassinati Fausto Tinelli e Lorenzo, detto Iaio, Iannucci: era il 18 marzo 1978. Due ragazzi che vivevano nella zona di Lambrate Casoretto e, come tanti, frequentavano il centro sociale Leoncavallo ed erano impegnati socialmente nel quartiere. Un omicidio riconducibile all’estremismo di destra ma con i colpevoli mai consegnati alla giustizia. Lunghe indagini, con tanti depistaggi e occultamenti di prove, portarono infatti all’archiviazione definitiva nel 2000. Negli anni tanti hanno ricordato Fausto e Iaio, sono usciti libri, video, opere teatrali, raccolte di lettere, sono state intraprese tante iniziative. L’ultimo libro, uscito da pochi giorni per la Casa Editrice “BeccoGiallo, è però particolare. Si intitola “Fausto e Iaio. Per il nostro domani” ed è una graphic novel scritta da Francesco Barilli e illustrata da Massimiliano Talamazzi. “Mi sono da sempre occupato – spiega Barilli – delle storie drammatiche che hanno segnato la storia della nostra Repubblica e che hanno un filo comune nella mano omicida: fascisti, organizzazioni mafiose, elementi delle forze dell’ordine rimasti impuniti. Poi i silenzi, le inefficienze, i depistaggi che hanno contraddistinto l’operato degli apparati dello Stato, rendendo difficoltose le indagini e ostacolandole in modo spesso irrimediabile, fino alla mancanza, totale o parziale, di verità e giustizia per molti di questi casi. In questo elenco si passa anche da Via Mancinelli e si incontrano i nomi di Fausto e Iaio. Ci si passa e ci si ferma a riflettere, con amarezza.” Il racconto descrive i fatti del passato alternandoli con interviste del presente, un metodo utile per capire meglio gli eventi. Le tavole di Talamazzi sono in bianco e nero: un tono più scuro molto adatto per illustrare i fatti e le cronache del tempo, un tono più chiaro per le interviste (alla mamma di Fausto e alla sorella di Iaio) e i racconti di oggi (del giornalista Daniele Biacchessi che conduce Barilli nel quartiere e aiuta nella lettura delle indagini e dei depistaggi). Realizzate con colori delicati sono invece le ultime tavole in cui Fausto e Iaio ci invitano, nonostante tutto, a guardare al domani, a sognare. “Ogni forma espressiva – spiega Barilli – è degna, se utilizzata bene, di essere veicolo per qualsiasi contenuto. E il fumetto è il mio mezzo espressivo. In Italia purtroppo è ancora considerato da molti un genere artistico minore anche se gli si riconosce il valore di essere più appetibile per i giovani. E questo risvolto positivo l’ho più volte constatato presentando uno dei miei precedenti lavori, quello su Piazza Fontana, nelle scuole riuscendo ad avvicinare i ragazzi a questo difficile argomento. Anche se io, quando scrivo, non mi pongo il limite di farlo per questa o quella fascia d’età.” L’unione di immagini e testo, tipica di questa forma artistica, risulta essere una scelta felice e molto efficace, un invito a leggere, soprattutto chi non la conosce, questa storia. Ed è molto bello quello che scrive Maria, sorella di Iaio, nella prefazione: “Non avrei mai immaginato Fausto e Iaio in un fumetto. Chissà cosa penserebbero loro, a vedersi oggi su queste pagine. Credo che ne sarebbero contenti.”
