GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Continua la voce del signor Lorenzo Falcone…

Continua la voce del signor Lorenzo Falcone…

Cari amici di “Zona Franca”, lo scorso mese il signor Lorenzo Falcone raccontava la sua esperienza con il Covid, ma in realtà il signor Lorenzo non è solo un testimone, è anche un personaggio perché da sempre ama scrivere e ora “Zona Franca” parla di lui come personaggio del mese. Nato in Puglia, si trasferisce non appena diplomatosi in Agraria a Milano. Inizia la sua prima attività come educatore in un Istituto per minorenni in Liguria, indi lavora in diversi cantieri in qualità di assistente e di capo cantiere, sino ad arrivare alla Pubblica Amministrazione in qualità di tecnico contribuendo alla “campagna per l’aria pulita” e al settore dell’igiene ambientale. Nel 1984 fonda l’associazione “Ofanto” tra i concittadini residenti a Milano e provincia divenendo presidente del sodalizio, per diffondere usi e costumi della terra di origine. Collabora ad alcuni periodici quali “La Cicogna” di Cerignola e il “Ponte” di Roma. Si diletta a scrivere poesie e liriche partecipando ai diversi concorsi ottenendo lusinghieri premi. Di tanto in tanto scrive anche racconti, rievocando antichi personaggi e luoghi della terra natia con relativa biografia. Attualmente in pensione, si occupa di volontariato in un centro di accoglienza per extracomunitari. Il signor Lorenzo Falcone ha un grande vissuto e lo scorso 27 maggio ha festeggiato 94 anni. Quale regalo migliore se non offrirvi alcune sue poesie:

• Il canto della terra Dai campi si leva la bruna/ che sa di odor di zolle/e salendo al cielo/l’azzurro orizzonte/diffonde contorni e suoni/tremolii di foglie e rami,/bisbigli di furtivi passi di erbivori,/ cinguettii di passeri radenti,/brusii di voci lontane,/l’apprestarsi del lavoro degli uomini,/ i rintocchi della campana,/annunciano il nuovo dì che comincia.

• Quel treno che non vidi più Passando, mi soffermavo per ore,/nella stazioncina;/solitario e desideroso di viaggiare./Ma ahimè, venne il giorno in cui quel treno/mi portò lontano dai miei ricordi,/ dagli amici e dagli affetti piu cari;/in una grande città/colma di gente sconosciuta.

• Cielo Vorrei respirare le faville/della tua fucina/e rinascere/ cadente sulla terra.

• Conchiglia Figlia del mare/ custodisci intatta/ la voce remota delle onde,/del vento/e degli abissi.

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