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Il fioretto di Zorro: La pandemia in tv

Il fioretto di Zorro: La pandemia in tv

In un film del 1952, il giornalista Humphrey Bogart è al telefono con un mafioso che lo minaccia perchè sta pubblicando le prove della sua attività criminale. Borsalino in testa, sigaretta appesa alle labbra, il nostro eroe parla sullo sfondo del rumore delle rotative: “Senti? Non puoi più farci niente: è la stampa, bellezza!” Allora era su esempi come questo che si formava una generazione di giornalisti, tipo i due cronisti del Washigton Post che scoprirono le malefatte di Nixon o il direttore dell’Espresso Scalfari che denunciò il “sacco di Roma” dei palazzinari. Oggi,invece, specie in tv è sempre più difficile informare sui “fatti divisi dalle opinioni”, anzi ormai sono le opinioni a fare i fatti. Le notizie sono trasformate in spettacolo da cui non si raccolgono idee per la testa ma sensazioni per la pancia. Prendi per esempio la pandemia. Gli inviati (sopratutto ragazze) parlano a mi latraglia in strada accompagnati da immagini coinvolgenti che rubano tutta la nostra attenzione, annullando le informazioni (caso estremo: sul video c’è la riproduzione di un twtter, ci apprestiamo a leggerlo, ma viene subito tagliato impedendoci sia di leggere sia di ascoltare). Nei talk show non si confrontano opinioni diverse ma si punta a far litigare gli interlocutori (avete presente la doppia immagine di uno che parla e l’altro che scuote la testa?). Infine gli uomini politici trasformati in macchiette: Letta che per strada fa lo slalom raggomitolato al telefono; Salvini che ci viene incontro caracollando come un orso e portando una mascherina a forma di museruola…

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