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Lo scudetto dell’Inter e l’addio di Conte

Lo scudetto dell’Inter e l’addio di Conte

Cose da Pazza Inter: dallo scudetto all’addio dell’allenatore nel giro di una settimana. Proprio quella Pazza Inter che, all’inizio della sua avventura, Antonio Conte si augurava di non vedere mai più. “Mister, are you ready for Pazza Inter? (sei pronto per la Pazza Inter?)” “Not Crazy Inter. No More!” questo rispondeva l’allenatore salentino al presidente Zhang, durante una divertente intervista concessa al conduttore Maurizio Cattelan. Bisogna comunque riconoscere che in campo quest’anno la squadra guidata da Conte è stata, soprattutto nel girone di ritorno, un carrarmato che non ha lasciato spazio a nessuno. Dopo aver concluso la stagione passata ad estate inoltrata, disputando la finale poi persa contro il Siviglia addirittura il 21 agosto, i nerazzurri hanno iniziato il campionato con il freno a mano un po’ tirato e soprattutto facendo i conti con un Milan che non sbagliava un colpo trascinato dal solito grande Ibrahimovic. Dopo la sconfitta nerazzurra nel derby di andata è partito l’inseguimento ai rossoneri che però rispondevano colpo su colpo ai tentativi di aggancio interisti. Un passo, quello delle milanesi, dietro al quale le altre non sono riuscite a stare; la Juve che scontava probabilmente il noviziato di Pirlo; l’Atalanta anche lei danneggiata dalla breve pausa tra la fine della stagione precedente (quarti di finale di Champions League disputati il 12 agosto) e l’inizio del nuovo campionato a fine settembre. L’inseguimento nerazzurro termina con il sorpasso alla ventiduesima giornata (vittoria con la Lazio e Milan che cade a La Spezia) e si sublima la giornata successiva con un netto 3-0 nel derby di ritorno. Da quel momento è stata una cavalcata trionfale che vedrà i nerazzurri vincere lo scudetto con quattro giornate d’anticipo. Il diciannovesimo scudetto nerazzurro ha sicuramente la firma di Antonio Conte, grande motivatore e bravo anche a intuire che, con i tanti giocatori veloci a disposizione conviene qualche volta “aspettare” gli avversari invece di imporre in maniera costante il possesso palla. Con Lukaku devastante a trazione integrale, Hakimi freccia all’ala destra e il supporto di Barella a centrocampo i contropiedi nerazzurri hanno fatto molto male agli avversari. Dietro il muro difensivo di De Vrij, Bastoni e Skriniar davanti ad Handanovic è stato garanzia di sicurezza. La festa per i tifosi, dopo undici anni di attesa, è stata grande. Ma dato che sembrava tutto troppo bello è arrivata presto la doccia fredda dell’addio di Conte. I motivi sono noti ormai a tutti: la crisi economica acuita dalla pandemia ha costretto la proprietà cinese a richiedere un prestito di circa 250 milioni al fondo americano Oaktree e a rivedere i conti attraverso cessioni, plusvalenze e tagli degli ingaggi. Per raggiungere questo obiettivo sembra che l’Inter debba concludere il mercato con un attivo di 100 milioni. Questo vuol dire cedere almeno uno dei big nerazzurri. Tutto il contrario di quello che, al suo arrivo sulla panchina dell’Inter, era stato promesso a Conte. Vista così la decisione di lasciare l’Inter ha una sua coerenza. Peccato che nel frattempo il mondo non sia più quello di due anni fa e la crisi economica abbia colpito tutto il mondo del calcio (solo di stadio l’Inter ha perso 60 milioni di ricavi). Non solo, rimane incomprensibile il motivo per cui un allenatore che rassegna volontariamente le dimissioni debba anche ricevere una buonuscita di 7,5 milioni. Toccherà quindi a Marotta e Ausilio a far quadrare i conti senza indebolire troppo la squadra seguendo anche le indicazioni del nuovo allenatore Simone Inzaghi. Buona scelta quella del tecnico piacentino che nelle ultime 5 stagioni ha portato la Lazio ad ottimi livelli vincendo anche una Coppa Italia e due supercoppe. Inoltre predilige lo schema 3-5-2, lo stesso adottato negli ultimi due anni dai nerazzurri. Se avrà un’Inter competitiva per puntare allo scudetto della seconda stella lo sapremo alla fine del mercato. Nel frattempo invitiamo i tifosi a non prendere tutte per oro colato le notizie di cessioni e acquisti che verranno pubblicate nei prossimi tre mesi sulla carta stampata e on-line. Unica nostra sensazione, senza peraltro nessun riscontro, è che entro un anno assisteremo a un nuovo ribaltone di proprietà..

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