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Covid 19: bilancio di 16 mesi di pandemia e prospettive future

Anche questo mese abbiamo bussato alla porta dello studio medico di S.M., punto di riferimento per tanti nostri lettori da molti mesi a questa parte.

Ripercorriamo quanto è successo da settembre 2020 ad oggi. Quali sono stati i periodi più critici? Quando si è iniziato a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel?

Il periodo più critico è stato da ottobre 2020 a maggio 2021. Solo ora si comincia a respirare un po’ e a intravvedere uno spiraglio che indica l’uscita da questa tremenda situazione. La prima ondata (da febbraio 2020 fino all’estate 2020) ha colto tutti impreparati. Noi abbiamo combattuto a mani nude, senza linee guida, senza DPI (non avevamo nemmeno le mascherine), con la sola indicazione di monitorare per telefono i pazienti con sintomi sospetti e di indirizzare i più gravi al 118. La seconda ondata da settembre-ottobre 2020 in poi è stata molto più intensa in termini di casi positivi e gravi nella nostra zona: noi medici di medicina generale, con qualche dispositivo di protezione in più, con linee guida più chiare e con la collaborazione di strutture territoriali (in primis l’Ambulatorio di Villa Marelli) abbiamo faticosamente seguito i nostri pazienti incrementando anche gli accessi domiciliari oltre al monitoraggio a distanza. Questo periodo ci ha segnato dal lato fisico e psichico, abbiamo vissuto le sofferenze dei nostri pazienti e dei familiari, abbiamo gioito con loro per un tampone finalmente negativo e sofferto insieme a quelli che avevano perso i loro cari. Ci rimangono le manifestazioni di affetto e stima, i biglietti commoventi di ringraziamento per il lavoro che abbiamo svolto, manifestazioni che ci aiutano a continuare nel nostro lavoro.

I dati ad oggi, 4 luglio, sembrano tranquilli ma preoccupa la variante Delta…

La mutazione Delta preoccuperà se non riusciremo a vaccinare un numero adeguato di persone entro l’autunno; finora sembra più contagiosa ma meno virulenta. Personalmente non ho casi positivi da oltre un mese. Le mutazioni sono un fenomeno caratteristico dei virus a RNA (come SARS COV2): in alcuni casi possono creare vantaggi selettivi al virus come una maggiore trasmissibilità o una resistenza alla risposta immunitaria dell’individuo. Per questo vanno monitorate.

Il piano vaccinale prosegue ma sembra rallentare. Ce la faremo a vaccinare tutti prima dell’inizio del nuovo anno scolastico?

La campagna vaccinale in queste settimane ha rallentato a causa della minor disponibilità di vaccini e quindi ritengo impossibile che avvenga quello che mi chiede. Speriamo che si riesca a raggiungere l’immunità di gregge entro la fine di ottobre. Molta confusione si è fatta sulle somministrazioni dei vaccini. La vaccinazione eterologa è consigliata agli under 60, tra l’altro dai lavori scientifici sembra dare una ottima risposta anticorpale e una protezione verso le varianti come del resto fanno i vaccini a RNA, mentre gli over 60, che hanno fatto la prima dose di Astrazeneca, dovrebbero fare lo stesso vaccino con la seconda dose. Uso il condizionale perché si tratta solo di una raccomandazione.

Niente mascherine all’aperto: è una scelta giusta?

Personalmente non sono favorevole alla caduta dell’obbligo di mascherina all’aperto, soprattutto alla luce dell’aumento di circolazione di queste nuove varianti, in primis la Delta, che come ho detto si diffonde tra un soggetto e l’altro molto più rapidamente e a seguito di un minor tempo di esposizione. La cosa che più preoccupa è il numero elevato di over 60 che non si sono ancora vaccinati e non lo faranno neanche in futuro, anche a causa delle campagne denigratorie dei mass media verso alcuni dei vaccini disponibili. Questa è la nuova battaglia che ci attende da qui al prossimo autunno. Tutti devono fare la loro parte: istituzioni, mass media e social. Noi siamo molto ascoltati dai pazienti ma su un argomento così delicato in termini di salute pubblica, come quello dei vaccini, va fatta chiarezza evitando le interpretazioni da parte chi non ha le competenze.

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