GIORNALE DI NIGUARDA - CA' GRANDA - BICOCCA - PRATOCENTENARO - ISOLA

Il Milan tra ipocriti e dilettanti

Il Milan tra ipocriti e dilettanti

“La Champions, il Milan ha bisogno dei soldi della Champions… Quando ci arriveremo, vedrete che squadra faremo…”. Questo è stato il ritornello che la Società rossonera ha propinato ai suoi appassionati tifosi per anni, giustificando così campagne acquisti al limite della sussistenza. Bene, il miracolo è avvenuto: incredibilmente, il Milan è arrivato al secondo posto precedendo la Juve e il Napoli, sicuramente più attrezzate, le romane e la spumeggiante (ma discontinua) Atalanta. Finalmente i rossoneri sono rientrati nel Gotha del calcio europeo, a “casa nostra” come qualcuno ha immediatamente detto con la solita fastidiosissima retorica. “Stupendo”, si sarà detto il milanista medio leccandosi le dita e risentendo quel “vedrete, vedrete…”. E infatti, ha visto! Nello spazio di un mese il Milan ha già perso due tasselli importanti dell’undici titolare, uno dei quali assolutamente fondamentale: Donnarumma, colui che ha regalato l’ultimo trofeo ai rossoneri (la lontana Supercoppa Italiana 2016) e che ha permesso con le sue parate l’inaspettata medaglia d’argento al torneo finito a maggio (basti pensare, per chi non avesse memoria, ai due capolavori con il Cagliari alla penultima giornata). Un campione, e pure giovanissimo, che avrebbe garantito al Milan almeno quindici anni di porta blindata. Il quale se ne è andato per qualche milione di euro, mentre il più modesto Calhanoglu si è accontentato di “tradire” per il classico, misero “pugno di dollari”. Barbone… Inutile ribadire gli insulti che hanno coperto i due “traditori” e che noi, sostenitori della libertà di pensiero, capiamo benissimo. Quante maglie baciate inutilmente e con ipocrisia, quante promesse d’amore buttate al vento per un portafoglio un po’ più pieno. E sottolineiamo un po’, perché gonfio fino all’inverosimile lo era già, e noi persone normali non capiamo quale sia la differenza tra avere otto o dodici milioni di euro in banca: probabilmente, a molti di noi già averne uno, di milione, provocherebbe problemi di utilizzo… Tuttavia, quello che non giustifichiamo, anzi che ci fa davvero ribrezzo, è la totale quiescenza di quasi tutti nei confronti della dirigenza di una Società che si fa scappare il suo fuoriclasse e un altro dei suoi uomini più importanti a PARAMETRO ZERO, cioè senza guadagnarci un euro. Pensateci bene: se possedeste una villa che vale una cinquantina di milioni di euro in pieno centro a Milano, la regalereste? Anche no. Eppure è quello che è successo con Donnarumma: il Milan aveva un tesoro enorme e dalla perdita di quel patrimonio non ha ricavato nulla. Nulla!!! Ma come è possibile??? Eppure si sapeva che era quella volpe di Raiola il procuratore di Donnarumma (ormai Gigio noi non riusciremo più a chiamarlo, ci si spezza il cuore vederlo perfino con la maglia della Nazionale…). Perciò, perché non si è cominciato a trattare seriamente un anno e mezzo fa, a vedere che aria tirava? Se si fosse capito che non era buona, bastava metterlo in vendita l’estate scorsa… Oppure… oppure la Società aveva già deciso di disfarsi di quell’ingaggio ingombrante e ha fatto solo finta di provare a tenerlo? Non è curioso che appena finito il campionato abbiano annunciato l’arrivo del nuovo portiere, tale Mike Maignan? (Vogliamo proprio vederlo giocare in un San Siro strapieno…). Scusate, ma da quanto tempo lo stavano trattando? Forse, da quel momento in cui avevano deciso di disfarsi di Donnarumma, del suo stipendio e del suo procuratore… Dilettanti o ipocriti? Questo è il dilemma. E intanto il Milan, che tra Champions e secondo posto avrà incassato qualche decina di milioni, rinuncia a uno dei migliori portieri al mondo. E dico portiere, non mediano. Perché solo chi non capisce di calcio può sostenere che il portiere non meriti grossi ingaggi perché in fondo è solo un portiere. Carissimi, un portiere con una papera ti fa perdere un campionato (vedi Sarti, Mantova-Inter 1-0 1966- 67) e con le sue parate te lo fa vincere. Interpreta un ruolo unico, è il numero uno… Dilettanti o ipocriti? Calhanoglu, invece, se ne è andato per mezzo milione di euro. Veramente spiccioli, a confronto di quelli incassati tra campionato e Champions. Scelta tecnica, allora? Per sostituirlo con Brahim Diaz? Mah… Oppure per il diktat di non superare il tetto dei cinque milioni di ingaggio a giocatore imposto da Scarioni (scusate, ma in “onore” del termine Presidente preferiamo non usarlo…)? Se così fosse, cari casciavit, aspettatevi la continuazione della fuga dei migliori a partire da Kessié, nessun nuovo acquisto di valore e un Milan “giovane e non vincente” perfettamente coerente con le idee gestionali di Gazidis. Un “Milan minore” per tanto tanto tempo, insomma. Contenti voi… Infine, un’ultima domanda: come mai mancano i soldi per mantenere i giocatori di livello o per prenderne altri, i soldi per fare una squadra dignitosa, e invece ci sono per fare uno stadio assolutamente inutile? Un bel mistero…

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn