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Elezioni 3/ – Milano al voto/1: intervista esclusiva al Sindaco di Milano Giuseppe Sala

Elezioni 3/ – Milano al voto/1: intervista esclusiva al Sindaco di Milano Giuseppe Sala

• Fra poche settimane i milanesi saranno chiamati a nominare il nuovo inquilino di Palazzo Marino. Lei ha scelto di ricandidarsi per un altro mandato. E allora facciamo un bilancio esaustivo della prima esperienza.

I cinque anni del mio primo mandato sono stati molto intensi. Il lavoro di Sindaco è davvero il più impegnativo che io abbia mai affrontato, ma è anche quello che mi ha dato di più, dal punto di vista umano e personale, perché mi sono sentito davvero al servizio di tutti i cittadini. Ho iniziato quando Milano, soprattutto grazie ad Expo 2015, aveva raggiunto fama internazionale e attrattiva turistica come mai in passato. Un momento davvero propizio coinciso con un aumento degli abitanti, per lo più giovani, con l’arrivo di significativi investimenti esteri, con collaborazioni a livello mondiale su temi del clima e della sostenibilità ambientale. Ma la pandemia ha colpito duramente la nostra città: ha causato la morte di più di 6.000 persone, ha costretto alla chiusura molte attività con la perdita di numerosi posti di lavoro, ha azzerato i flussi turistici e il calendario degli eventi. Mi sono trovato così di fronte a una necessità totalmente diversa, quella di far ripartire la città. Milano ha reagito tutta insieme con determinazione, senza paura del cambiamento. La vera forza è arrivata dal saper agire insieme. A Milano abbiamo realtà produttive importanti, grandi università e centri ricerca e cura. E una fantastica rete di volontariato. Abbiamo nel sangue la capacità di lavorare sodo e bene e in tanti lo stanno dimostrando. Un esempio lo abbiamo dato con il Salone del Mobile e la Design Week che abbiamo fortemente voluto, anche se in forma ridotta, per dare un segnale davvero di rinascita. In questo mese tornerà la moda e la Art Week. Ripartiremo anche con la cultura che è uno straordinario motore di sviluppo. Ho vissuto i primi anni di mandato consolidando la crescita della nostra città, ottenendo l’assegnazione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e gettando le basi per una grande trasformazione – urbanistica, ambientale e sociale – che ho intenzione di portarla a termine. Cinque anni per terminare tutto questo non bastano. Per questo ho deciso di ricandidarmi.

• La pandemia imporrà un ripensamento del modello di sviluppo delle città, in particolare di Milano sia perché è la capitale economica, finanziaria e dei servizi sia per la sua vitalità, attrattività ed operatività. All’Italia e quindi a Milano arriveranno i fondi del Pnrr: come verranno usati e su quali capitoli si investirà in particolare?

Fin dall’inizio abbiamo considerato questi fondi europei una grande opportunità per superare la crisi generata dalla pandemia e riattivare il percorso di crescita. I nostri progetti non sono cambiati e le priorità di inizio mandato sono rimaste le stesse. Sono alla base del mio patto con i cittadini, delle idee e dei piani che abbiamo condiviso. Il Piano di Governo del Territorio, approvato dal Consiglio Comunale, descrive una città in forte trasformazione. Transizione ecologica, innovazione tecnologica ed equità sociale sono i tre capisaldi del cambiamento su cui non ci sono stati ripensamenti. Erano e restano gli ambiti di maggiore sviluppo e investimento attuale sia nostro sia dell’Unione europea che li ha espressamente indicati tra quelli che intende finanziare. Rafforzeremo i nostri progetti con l’obiettivo intermedio, ora più che mai necessario, di creare nuovi posti di lavoro. Continueremo il rinnovamento dei quartieri partendo dall’edilizia residenziale su cui contiamo di poter destinare parte delle risorse provenienti dal Recovery Fund. La pandemia ci ha messo di fronte a nuove necessità ma abbiamo anche nuovi e importanti strumenti economici e finanziari per poter riprendere il percorso di sviluppo da realizzare entro il 2030. La rigenerazione degli scali ferroviari, una nuova linea della metropolitana e l’estensione delle linee già esistenti, il parco mezzi Atm in full electric, la piantumazione di 3 milioni di alberi e il restyling dekkepiazze sono solo alcuni dei progetti che renderanno Milano davvero unica. Il Piano ha incluso tutta la città con i suoi quartieri dove abbiamo realizzato numerosi piccoli e medi interventi: dal verde alle scuole, dalle piazze ai mercati rionali, dalle case popolari ai luoghi per i giovani e gli anziani. Vogliamo una città che si rinnova tutta insieme e che va avanti alla stessa velocità, non divisa tra centro e periferie.

• Una “città a 15 minuti”. cosa c’è dietro allo slogan. E a che punto siamo nella sua realizzazione? È giunta qualche critica sull’accessibilità dei servizi comunali: va bene vicini a casa ma che non mi facciano impazzire per poterne usufruire.

La “città in 15 minuti” è una idea di città citata per la prima volta dal direttore scientifico dell’Università Sorbona, Carlos Moreno, in riferimento a Parigi. È un’idea che sta suscitando grande interesse nel mondo e sono convinto sia valida anche per Milano. Possiamo facilmente diventare una città in 15 minuti e in alcuni quartieri già lo siamo. Il principio è che i servizi essenziali siano collocati nel raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta, per tutti i residenti di un quartiere, offrendo una alternativa alla mobilità in auto e riducendo di conseguenza viaggi ed emissioni inquinanti. Durante la pandemia, con le sue molteplici restrizioni, abbiamo riscoperto l’importanza di avere nel proprio quartiere quei servizi essenziali e necessari alla vita di tutti i giorni: dal panettiere alla farmacia, dal piccolo supermercato all’ambulatorio medico, dagli uffici pubblici, alla scuola, al parco. Ora il mio obiettivo è permettere ai cittadini di vivere di più e meglio il proprio quartiere favorendo e incentivando gli spostamenti a piedi e in bicicletta o con i mezzi pubblici, per raggiungere il centro città o altri luoghi di interesse. Tutto questo però funzionerà se riusciremo a riorganizzare e integrare i servizi di base che in alcuni quartieri non sono completamente presenti. È un lavoro che abbiamo iniziato a fare riaprendo presidi che nel tempo erano stati chiusi.

• Stanno andando avanti speditamente i grandi progetti di riqualificazione delle aree dismesse, siano esse superfici ferroviarie, caserme, siti produttivi: si punta molto al verde, all’housing sociale, agli affitti convenzionati, alle vendite a prezzi concordati. È questo il futuro di Milano per renderla più verde, eco compatibile e accessibile?

Il nostro desiderio è che Milano non diventi una città per i pochi che si possono permettere case ai costi del libero mercato che anche in questo periodo hanno ripreso a salire. Il nostro piano punta alla realizzazione di una città accessibile con alloggi convenzionati o in housing sociale dove si possa creare un mix di presenze soprattutto accogliendo giovani professionisti e giovani famiglie. In tanti e in tempi recenti hanno provato a stabilirsi in città ma gli affitti e i costi delle case li hanno fatti desistere spingendoli a cercare soluzioni abitative nell’hinterland. Il nostro piano di sviluppo del territorio prevede l’edificazione di nuovi alloggi e stabilisce che la quota di housing sociale salga dal 35 al 40% con massimizzazione della quota di housing in affitto. Sono state individuate 9 aree per housing sociale ed edilizia popolare per circa 1.300 punalloggi e ne abbiamo previsti 6.200 nell’ambito della rigenerazione degli scali ferroviari. Qui l’accordo prevede che le aree siano per il 35% edificate e per il 65% lasciate a verde, con la realizzazione di nuovi parchi urbani. Dal canto nostro abbiamo iniziato la rigenerazione degli alloggi popolari gestiti da Metropolitana Milanese puntando ad avere zero case sfitte. Ci eravamo dati l’obiettivo di recuperarne 3.000 in tre anni e siamo arrivati a più di 3.500. Un risultato che ci invoglia ad andare avanti.

• Veniamo akka scuola: un altro anno di DAD o di presenza a singhiozzo non ce lo possiamo permettere. A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico cosa ha fatto il Comune di Milano per scongiurare questo incubo? Tre temi in particolare: reperimento di ulteriori spazi per le attività didattiche, monitoraggio degli studenti e del corpo scolastico e mezzi di trasporto.

La didattica a distanza ha rappresentato per i ragazzi, i genitori e gli insegnanti un enorme sacrificio. Non si poteva fare altrimenti e come Comune ci siamo dati da fare affinché ci fossero più spazi a disposizione, specie nelle scuole primarie e tutti potessero avere i dispositivi adatti a collegarsi e a svolgere le lezioni da casa. Che cosa accadrà nelle prossime settimane lo vedremo passo passo. È più che evidente la necessità di tornare alla normalità e rimanere a scuola con tutte le cautele possibili. Gli stessi ragazzi con le loro famiglie e i docenti hanno dimostrato grande senso di responsabilità vaccinandosi prima dell’inizio dell’anno scolastico. Noi stiamo facendo del nostro meglio perché il rientro a scuola in massima sicurezza sia possibile. Ad agosto abbiamo confermato il ripristino dell’orario prolungato fino alle 18, organizzando le classi con gruppi stabili di bambini, abbiamo potenziato il personale attivo nei servizi, il tracciamento delle presenze, sia dei bambini sia del personale, al fine di poter intervenire tempestivamente in caso di positività al Covid 19. Mi auguro che l’anno scolastico, appena iniziato, possa essere incoraggiante per tutti.

• E veniamo al Municipio 9 perchè si vota anche per il consiglio di municipio. Questa è stata la prima consigliatura dopo l’entrata in vigore della riforma del decentramento: soddisfatto del rapporto con le Istituzioni territoriali? Quali saranno i prossimi passi per rendere Milano una città policentrica anche dal punto di vista amministrativo?

All’inizio di agosto ho presentato la mia squadra di candidati ai Municipi. Rispetto al passato ci saranno più donne e più giovani, tutte persone che per nascita o per lavoro hanno un forte legame con Milano. Sono Mattia Abdu (Municipio 1), Simone Locatelli (M2), Caterina Antola (M3), Stefano Bianco (M4), Natale Carapellese (M5), Santo Minniti (M6), Silvia Fossati (M7), Giulia Pelucchi (M8) e Anita Pirovano (M9). Con loro abbiamo condiviso programmi e obiettivi per i prossimi cinque anni. Alcuni di loro sono al secondo mandato altri invece sono alla prima esperienza in questo ruolo. Tutti insieme ci siamo resi conto della necessità di rafforzare sempre di più il ruolo dei Municipi. Una città policentrica si basa anche su una amministrazione policentrica e i Municipi sono l’istituzione più prossima ai cittadini. Hanno il contatto diretto con loro e conoscono le esigenze dei quartieri. Il ruolo dei Municipi va dunque valorizzato e integrato in modo che la loro funzione, così strategica, si possa realizzare a pieno.

• Nei nostri quartieri è molto sentito il tema della sicurezza delle grosse strade di scorrimento che tagliano la zona 9, in particolare viale Fulvio Testi. Conciliare di mobilità rapida con la legittima voglia di vivere in tranquillità e sicurezza non è facile ma è necessario. Cosa si sente di dire agli abitanti ed agli automobilisti, che mal digeriscono il restringimento delle carreggiate e la presenza di postazioni autovelox, che sempre più spesso si lamentano?

Abbiamo ristretto le carreggiate per riequilibrare lo spazio esistente: se prima era predominante la parte dedicata alle auto ora anche i ciclisti e i pedoni hanno la possibilità di muoversi in sicurezza. Abbiamo semplicemente cercato di inserire la mobilità dolce in un sistema che prima era totalmente dominato dal traffico privato e pesante. Anche gli autovelox, in particolare quelli di via Fulvio Testi, sono stati installati per ridurre l’alta velocità dei veicoli privati nelle vie ad alto scorrimento a totale protezione di chi va a piedi o in bicicletta. Lo abbiamo fatto come deterrente per indurre gli automobilisti al controllo della velocità e per scongiurare così incidenti che in passato hanno causato vittime proprio tra queste categorie di persone. Compendo che gli autovelox non piacciano a tutti ma quando sono necessari per la sicurezza stradale è giusto che ci siano.

• Più di qualche mugugno, sotto forma di lettere e mail, è giunto in redazione per la non sufficiente attenzione dimostrata nei confronti delle aree più decentrate del nostro municipio (evito volutamente il termine periferiche), in particolare per l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi ed i campi giochi, soprattutto quelli inclusivi. Cosa risponde a queste critiche e quali impegni si sente di assumere?

Posto che c’è sempre molto da fare e non si riesce mai ad accontentare tutti, almeno in una volta sola, siamo intervenuti e stiamo lavorando anche nel Municipio 9 su più fronti. Abbiamo riqualificato piazza Daini, piazza Belloveso, via Guido da Velate e anche a Dergano abbiamo fatto degli interventi. Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica diversi sono i cantieri aperti per il potenziamento della rete. In particolare negli scorsi mesi abbiamo ultimato l’illuminazione del percorso ciclopedonale lungo via Majorana che collega il quartiere di Niguarda alla fermata Affori della M3. Abbiamo poi realizzato l’illuminazione della ciclabile lungo viale Fermi. Sulla manutenzione ordinaria quest’anno abbiamo messo disposizione 49 milioni di euro per i 9 municipi: una cifra mai stanziata prima dal Comune.

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