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Elezioni 4/ – Milano al voto/2: intervista esclusiva al candidato Sindaco Luca Bernardo

Elezioni 4/ – Milano al voto/2: intervista esclusiva al candidato Sindaco Luca Bernardo

• Luca Bernardo, il prossimo 3 e 4 ottobre i milanesi saranno chiamati a rinnovare le Istituzioni cittadine. Lei è il candidato della colazione di centro destra.Si presenti ai nostri lettori. Quando e perché ha deciso di candidarsi?

Grazie al mio lavoro di medico pediatra e ai venticinque anni di attività nel mondo del sociale ritengo di aver ricevuto molto, soprattutto in termini di relazioni umane e di crescita personale. Curare ogni giorno i bambini, stare accanto alle loro famiglie, ascoltare le loro preoccupazioni e cercare di alleviare le loro sofferenze è una grande responsabilità ma allo stesso tempo riempie il cuore. Il periodo più duro del Covid, poi, l’aver riconvertito il reparto assieme alla mia straordinaria squadra, è stata una sfida enorme, ma che siamo riusciti a vincere con determinazione lavorando ininterrottamente 12-13 ore al giorno. Ecco: ho deciso di accettare la candidatura che mi è stata proposta dalla coalizione di centrodestra per ripagare Milano di tutto ciò che mi ha dato, per mettere a disposizione la mia esperienza di medico e di manager secondo uno schema ben preciso: prima si ascoltano i cittadini e poi, coi fatti, assieme ai professionisti si decidono le soluzioni.

• I prossimi 5 anni saranno per Milano e per l’Italia un banco di prova per superare definitivamente la pandemia che ci sta flagellando da 18 mesi. Quali sono le sue idee e strategie per affrontare le trasformazioni che la nostra metropoli sarà chiamata a compiere nei prossimi anni?

È fondamentale coniugare lo spirito imprenditoriale di Milano con la tutela della salute pubblica. Bisogna tener ben presente il ruolo della nostra città fino allo scoppio della pandemia e attualizzarlo. Vanno aiutati i commercianti con sgravi e incentivi per scongiurare la chiusura di altre attività: l’Amministrazione Comunale deve diventare amica, non come adesso che nel migliore dei casi fa solo perder tempo, ed è anche per questo che abbiamo pronta la figura del manager di zona, un professionista che faccia da anello di congiunzione tra le istanze dei commercianti e il municipio, che si faccia carico delle pratiche burocratiche e faccia risparmiare tempo e fatica agli esercenti. Sarà poi fondamentale una rigorosa sanificazione dei mezzi pubblici e l’aumento delle corse: negli ultimi tempi abbiamo assistito a troppe scene di ammassamenti, pericolose e diseducative. Nessun libro dei sogni:; sono due punti fermi ampiamente realizzabili. Mai come oggi servono idee concrete, e non ideologie.

• Ci dica tre macro temi su cui lei ha una visione molto diversa dalla politica portata avanti dalla Giunta Sala e cosa propone di alternativo ai milanesi.

Li ho ben chiari ed anche in questo caso si tratta di idee velocemente realizzabili. Serve maggior sicurezza, sia in centro che nelle periferie, con l’impiego di più agenti di polizia locale da dislocare sul territorio con presidi fissi e mobili. La figura del vigile di quartiere inoltre deve tornare centrale, e questo si collega alla tutela soprattutto degli anziani: non ci possono essere milanesi di serie A, B, o peggio ancora. Sono troppi i nonni abbandonati nelle zone più lontane, persone che vivono ai piani più alti costretti a fare i conti con ascensori che funzionano a singhiozzo e con zone in cui non si sentono sicuri di uscire di casa perché il rischio è quello di trovarla occupata da balordi al rientro. Per gli anziani serve poi un servizio di tele-aiuto 24 ore su 24. Altro punto fondamentale riguarda i trasporti, penso in particolare agli autobus e ai tram: vanno intensificati e migliorati i collegamenti tra le periferie e il centro. Bisogna pensare a tutta Milano: non si può più lasciare indietro nessuno. • L’ultima domanda riguarda il decentramento. Contestualmente al rinnovo del Consiglio Comunale si voterà anche per il Consiglio di Municipio. Questa che volge al termine è stata la prima consigliatura dopo l’entrata in vigore della riforma del decentramento: come vede il rapporto fra Istituzioni cittadine e municipali? Quali saranno secondo lei i prossimi passi da compiere per rendere Milano una città policentrica anche dal punto di vista amministrativo? I nove Municipi devono essere messi in condizione di dialogare in tempo reale col Comune. Milano non può e non deve essere divisa ulteriormente in zone. La “Milano in 15 minuti”, oltre a essere irrealizzabile e un mero spot elettorale, idealmente divide la città. Noi invece vogliamo una Milano a portata di mano per tutti i milanesi, e perché ciò sia realizzabile occorre che tutte le municipalità siano in contatto costante e lavorino in sinergia tra loro, a prescindere dagli schieramenti politici.

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