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Elezioni 5/ – Milano al voto: intervista esclusiva al Presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri

Elezioni 5/ – Milano al voto: intervista esclusiva al Presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri

•Giuseppe Lardieri, lei si ricandida per un altro mandato come presidente del Municipio 9. Facciamo un bilancio esaustivo della sua prima esperienza.

Il bilancio non può che essere positivo, in quanto siamo riusciti a realizzare il nostro programma elettorale. Considerate le competenze attribuite ai Municipi, spesso un po’ limitate, abbiamo raggiungendo importanti risultati. Abbiamo posto al centro la cultura della solidarietà e della coesione sociale e, assertori della politica del “Fare”, abbiamo messo in campo, in particolar modo con l’arrivo della pandemia, tutto il nostro impegno e le nostre forze per dare ausilio alla popolazione. Colgo l’occasione per ringraziare associazioni, parrocchie ai singoli cittadini, che hanno mostrato, in un momento così tragico, grande spirito di comunità. Per cercare di far comprendere meglio ai cittadini i tanti progetti portati avanti dal Municipio in questi anni, suddividerò la nostra attività in alcuni ambiti specifici, quelli che considero più rilevanti e delicati: salute ed educazione, cura e sviluppo del territorio, sicurezza e cultura.

• Quali sono le sue idee e strategie da proporre all’amministrazione comunale, per contribuire a rendere il Municipio 9 più vicino ai cittadini?

L’amministrazione comunale deve avere il coraggio di applicare un decentramento reale, non fittizio; non stiamo parlando di poteri, ma di competenze reali/responsabilità, per poter rispondere nel più breve tempo possibile alle criticità segnalate dai cittadini; situazioni come segnaletica abbattuta, buche sulla carreggiata, un marciapiede sconnesso, strisce pedonali non rifatte dopo un intervento e così via, devono trovare immediata soluzione. Le mie proposte, rimaste inascoltate, sono le seguenti: a) Comunicazione preventiva al Municipio di tutti i lavori che interessano il territorio, in modo da condividere eventualmente i tempi di intervento, all’interno di un quadro più ampio. b) Creazione di un nucleo di pronto intervento, sul modello NUIR, specificatamente attribuito a ciascun Municipio, per ridurre i tempi di intervento su problematiche relative al territorio. Sottolineo come, in tutti questi anni, il Municipio si sia sempre reso disponibile per far sentire la sua presenza, dando forte impulso all’ascolto diretto con i cittadini, ricevendo quotidianamente e, recentemente nel rispetto della normativa anti Covid, tutte le persone che ne hanno fatto richiesta. Certamente per il futuro ci impegneremo per realizzare canali d’ascolto funzionali e produttivi, così come avvenuto durante il lockdown, allorquando alcuni uffici anagrafici sul nostro territorio sono stati chiusi. e ci siamo adoperati per trovare soluzioni alternative, dando informazioni ai cittadini e sollecitando costantemente l’apertura degli uffici, in quanto, proprio perché di prossimità, essenziali per lo svolgimento delle normali attività quotidiane (circa 70.000 cittadini di cui molti anziani, era infatti costretti a spostamenti resi difficoltosi anche dalle restrizioni in vigore).

• Sempre in base alla sua esperienza di governo, ci dica tre risultati conseguiti di cui va particolarmente fiero e tre “incompiuti” che le lasciano l’amaro in bocca.

Il fatto di essere riuscito a supportare i nostri cittadini, durante la pandemia, con iniziative apprezzate dalla cittadinanza, Inoltre, il fatto di poter aiutare chi in una determinata situazione vive una condizione di difficoltà, ci arricchisce moralmente e costituisce il principale stimolo per fare sempre meglio, a vantaggio della collettività. Quindi, essere riusciti in questi anni, a sviluppare un modello di welfare capace di dialogare con altre istituzioni, con il Terzo Settore e con i singoli cittadini, ha rappresentato per noi un’ulteriore conferma dell’importanza del principio di sussidiarietà, fondato sull’assunzione diretta di responsabilità nella sfera pubblica e sul principio costituzionale di uguaglianza. Aver saputo impiegare bene il budget a nostra disposizione rappresenta un ulteriore esempio di come questo Municipio abbia saputo raggiungere gli obiettivi programmati e utilizzare al meglio le risorse disponibili. Nell’ambito delle politiche lavorative, è stata raggiunta una collaborazione con le associazioni di categoria, con le quali abbiamo iniziato una collaborazione che dando ragguardevoli frutti, tra cui la possibilità di avere l’assistenza gratuita per le nuove imprese, avviando inoltre percorsi di formazione che vedono protagoniste le donne. In futuro, collaboreremo con aziende specializzate nelle indagini di mercato per capire la richiesta delle professionalità di cui hanno bisogno le aziende. Questo permetterebbe di favorire l’occupazione e la soddisfazione delle persone. Un altro motivo di soddisfazione, è rappresentato dal fatto di essere riusciti a realizzare importanti obiettivi, nel campo della sicurezza. Essere stati in grado di costruire, negli anni, relazioni con Prefetti, Questori, Forze di Polizia e Consoli, ci ha consentito di conseguire rilevanti risultati, in tema di controllo del territorio. Coinvolgere i giovani sui temi del contrasto a qualunque forma di bullismo, di prevaricazione e di potenziale illegalità, significa aver contribuite a formare nuove generazioni di persone rispettose della società in cui vivono. Un’altra ragione di soddisfazione è stata aver stimolato la presentazione di 13 proposte di progetto a cura del Politecnico di Milano, riguardanti la riqualificazione dell’area, dismessa da 40 anni, dell’ex Bassi che, grazie anche alla costante sollecitazione ad intervenire, produrrà al più presto dei risultati. Per quanto concerne invece gli aspetti, per i quali sarebbe auspicabile un cambiamento di rotta, devo dire che sono un fautore convinto dell’importanza del decentramento delle competenze/responsabilità, in modo che il cittadino possa essere messo in grado di identificare con chiarezza il soggetto a cui rivolgersi per la soluzione delle problematiche che gli si presentano quotidianamente. Per questo motivo ritengo la situazione attuale come un appuntamento mancato, da parte dell’Amministrazione Centrale, relativamente al ruolo attribuito ai Municipi. Anche lo strumento del Bilancio Partecipativo, nato per promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche locali, non sempre si è rivelato all’altezza di “ascoltare” davvero le esigenze dei cittadini e di tradursi in una fattiva collaborazione. Le opere richieste sono state spesso completate con ritardo o mai iniziate, come ad esempio le strutture previste nel Parco Savarino e nell’area di Via Racconigi. Altre forme di partecipazione previste dal Regolamento varato nel 2016, come la Conferenza Permanente dei Presidenti di Municipio, convocate a singhiozzo in quest’ultimo anno, spesso non hanno dato attuazione, nei fatti, a quanto era stato discusso e deciso in sede di riunione, con i rappresentanti dell’Amministrazione Centrale. Faccio inoltre presente che il Sindaco ha partecipato solo alla prima seduta. Per non parlare dell’Osservatorio sulle Municipalità che, da organo di vigilanza e di attuazione del Regolamento sul decentramento, ha fallito la sua mission, non avendo portato a nessuna maggiore attribuzione di competenze ai Municipi. Altro punto dolente riguarda l’importante figura del vigile di quartiere. Inizialmente tale nucleo, composto da circa 23 agenti, si è progressivamente ridotto, anche perché il personale è stato spesso destinato ad altri compiti che, pur utili, hanno depotenziato il servizio. Se saremo riconfermati, chiederemo per garantire maggior sicurezza una pattuglia serale e notturna della Polizia Locale, dedicata solo al Municipio e ci faremo promotori di un rafforzamento dell’organico del locale Comando di zona e dell’acquisto di telecamere digitali. Abbiamo più volte richiesto, senza esito, l’installazione di foto-trappole, per contrastare l’odioso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio. Chiederemo inoltre che venga istituito il controllo di vicinato, o controllo di comunità, che ha sempre visto il Comune contrario. Un altro punto dolente anche l’impossibilità di poter agire, direttamente, per il recupero delle proprietà comunali che versano in stato di abbandono, come ad esempio l’immobile in Via Pianell/Ugolini (è recente l’annuncio, da parte del Comune di una riqualificazione con i soldi del PNRR, dopo una serie di nostre proposte), la piscina Scarioni, il mercato di Via Moncalieri, l’ex CBM in Comasina e Villa Vegan, occupata da trent’anni. Insisteremo inoltre affinché, una volta abbattuto l’edificio dell’ex Liceo Omero, a Bruzzano, in luogo di un edificio polifunzionale ad uso socio-assistenziale, così come deciso dal Comune, venga invece costruito un nuovo plesso scolastico, dove potranno confluire gli studenti della vicina Scuola Umberto Saba, in modo da garantirne la continuità scolastica. Il Municipio curerà inoltre le fasi di ricostruzione delle Scuole Catone. Scialoja e Pavoni; di quest’ultimo plesso scolastico il Municipio ne aveva richiesto l’abbattimento e la conseguente ricostruzione, quattro anni fa. Se ciò fosse avvenuto, oggi avremo già potuto disporre di un edificio moderno e funzionante. Qualora tale progetto non venisse attuato, considerate altresì le condizioni dell’attuale struttura della Umberto Saba, si correrebbe il rischio di non avere un plesso scolastico in quell’area. Un altro fatto che mi ha lasciato perplesso, è stato il mancato riscontro a numerose nostre deliberazioni, in particolare sulle problematiche di viabilità e mobilità sul territorio, frutto delle istanze dei cittadini.

• Quali sono, secondo lei, i prossimi passi da compiere per rendere Milano una città policentrica anche dal punto di vista amministrativo?

Poiché ci siamo sempre sentiti i rappresentanti territoriali del Comune di cui facciamo parte, ho sempre tenuto in grande considerazione, indipendentemente dallo schieramento politico, la collaborazione finalizzata al raggiungimento di importanti obiettivi, a beneficio dei cittadini. Come dimostrano le azioni compiute, abbiamo ottenuto ottimi risultati con alcuni assessori, mentre con altr i risultati, mio malgrado, non sono stati soddisfacenti. Per questo, riteniamo che un cambio di passo sia auspicabile per attribuire finalmente ai Municipi il fondamentale ruolo di trait d’union e di soggetto vicino ai cittadini in grado di soddisfare, a 360° e nel minor tempo possibile, le esigenze di questi ultimi. Per rendere la città realmente policentrica, è indispensabile pertanto che l’Amministrazione Centrale definisca indirizzi ed obiettivi generali, mentre ai Municipi venga attribuita la gestione dei servizi sul territorio, in particolare le anagrafi, i servizi sociali, gli istituti scolastici, la Polizia Locale e l’ottimizzazione dei trasporti. Considerata inoltre la particolarità del momento, riteniamo sia ancora più urgente la realizzazione di più poli di riferimento nell’ambito delle cure domiciliari, con la collaborazione tra pubblico e privato.

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