Elezioni/6 – Municipio 9 al voto: intervista esclusiva alla candidata Presidente Anita Pirovano
• Anita Pirovano, il 3 e 4 ottobre i milanesi saranno chiamati a rinnovare le istituzioni cittadine e municipali. Lei è il candidato Presidente della coalizione di centrosinistra per il Municipio 9. Si presenti ai nostri lettori. Quando e perché ha deciso di candidarsi?
Ho appena compiuto 39 anni, da 15 anni abito a Milano e nel Municipio 9, dove mi sono laureata in Bicocca e dove mia figlia di 5 anni frequenta la scuola dell’infanzia. Negli ultimi anni sono stata capogruppo in consiglio comunale di una lista civica e progressista a sostegno del Sindaco Sala. Ho deciso di mettermi a disposizione del nostro Municipio dopo che era stata già annunciata la mia ricandidatura in consiglio comunale. Ho valutato, infatti, che dopo la pandemia, che spero sarà presto alle nostre spalle, fosse necessario un impegno diretto per riannodare i legami di comunità e riavvicinare le Istituzioni ai cittadini. Il Municipio è l’Istituzione più prossima ai cittadini ed eccomi qua sul territorio dove la politica dovrebbe tornare. Una sfida che mi sta affascinando ed entusiasmando.
• I prossimi 5 anni saranno per Milano e per l’Italia un banco di prova per superare definitivamente la pandemia che ci sta flagellando da 18 mesi. Quali sono le sue idee e strategie da proporre per contribuire a rendere il Municipio 9 più vicino ai cittadini?
Il nostro slogan è: torniamo vicini, andiamo lontani. Questo sarà il metodo di lavoro che seguiremo in caso di vittoria. Vicini a chi ha bisogno, vicini ai problemi concreti e quotidiani, vicini a chi si è ritrovato più fragile e solo anche a causa della pandemia. Andare lontani guardando al futuro e alle straordinarie potenzialità del nostro Municipio e di Milano. Guardare lontano coniugando le piccole scelte e le grandi trasformazioni possibili in un legame di collaborazione e confronto serrati con Beppe Sala con cui ho proficuamente lavorato e che, sono certa, sarà ancora sindaco di Milano.
• Gli ultimi 5 anni hanno visto il Municipio 9 governato dalla Giunta di Giuseppe Lardieri. Che giudizio si sente di dare a questa esperienza amministrativa? Cosa non l’ha convinta proprio?
Francamente non vedo questa campagna elettorale come una contesa personale fra me e Lardieri. Per me la politica è fatta di idee, valori ed è sempre una vicenda collettiva. Rappresentiamo certo due modi diversi di vedere la società e di agire per il bene comune. Il giudizio sul suo operato lo daranno i cittadini con il voto. Da cittadina del municipio mi sento di dire che è mancata in questi 5 anni una visione generale di governo del Municipio e che si è percepito un forte immobilismo dettato anche dalle tante divisioni nel centrodestra. Credo sia necessario un salto di qualità nel coinvolgimento dei consiglieri di Municipio come nei processi partecipativi aperti ai cittadini, singoli ed organizzati. La partecipazione non può essere solamente una forma di raccolta delle lamentele ma deve diventare un processo di coinvolgimento largo nella ricerca della soluzione ai tanti e vari problemi dei nostri quartieri. Mi sento di dire che su questo proveremo a fare molto di più e meglio per mettere a profitto la ricchezza di risorse, associazionismo, intelligenze che abitano tutto il Municipio da Bruzzano all’Isola passando per ogni dove.
• Questa che volge al termine è stata la prima consigliatura dopo l’entrata in vigore della riforma del decentramento: come vede il rapporto tra istituzioni cittadine e municipali? Quali saranno secondo lei i prossimi passi da compiere per rendere Milano una città policentrica anche dal punto di vista amministrativo?
Io spero che il centrosinistra vinca in tutti i Municipi perché il giorno dopo le elezioni saremo coi colleghi presidenti insieme in Comune a chiedere deleghe, poteri e risorse adeguate per i Municipi liberi da contrapposizioni politiche. Abbiamo il grande dovere di decidere presto e bene su temi quali le manutenzioni, il sostegno alle attività culturali e sportive diffuse anche informali, l’uso e la manutenzione degli spazi scolastici, il presidio del territorio e così via. Costruire prossimità appunto. Il Municipio è, senza dubbio, il livello istituzionale corretto per questo lavoro. La Riforma del mandato Pisapia è stata un passo nella giusta direzione ma ora va completata e perfezionata. Cosi Milano può divenire per davvero la città a “15 minuti” dei molti centri e dei molti quartieri.
