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Maria Peron: da infermiera a Niguarda a partigiana in Valgrande

Maria Peron: da infermiera a Niguarda a partigiana in Valgrande

Inizia dalla fuga dall’Ospedale, perché ricercata dai tedeschi e dai fascisti, e racconta l’anno trascorso tra i partigiani della Valgrande, fino al termine della guerra. “Maria nata per la libertà” è la storia vera di Maria Peron, scritta sotto forma di romanzo da Amalia Frontali. Nel 1944 Maria è un’infermiera trentenne, originaria della provincia di Padova, cattolica praticante, in servizio nel Padiglione Ponti, dove erano ricoverati partigiani e detenuti politici qui trasferiti dall’infermeria del carcere di San Vittore bombardata nel 1943. Ma è anche una delle più importanti figure di quella organizzazione di medici, infermiere e suore che, in collegamento con i partigiani di Niguarda e con l’appoggio delle donne e della parrocchia di quartiere, organizzarono le fughe, spesso avventurose, dei piantonati dall’ospedale. Non a caso è stata ricordata anche dal Sindaco di Milano, Beppe Sala, in occasione dell’ultimo 25 Aprile, insieme ad un’altra importante protagonista di questa organizzazione, la caposala suor Giovanna Mosna. A loro è dedicato anche un giardino, proprio a Niguarda, tra via Pozzobonelli e via Tremiti. “Maria nata per la libertà” è un libro scritto con passione, frutto di oltre due anni di studi e ricerche, e molto curato – come ha sottolineato Daniele Pascucci durante la presentazione organizzata da Anpi Martiri Niguardesi a inizio giugno – sia nella descrizione dei luoghi, delle persone e degli episodi, di cui Amalia Frontali riesce con efficacia a far partecipe il lettore, ma anche nell’uso di termini militari e medici. Particolari che impreziosiscono il racconto e lo rendono molto credibile e veritiero. “Credo che per diffondere ed estendere la conoscenza di un evento, un personaggio o un’idea – ha spiegato Amalia Frontali – il mezzo narrativo del romanzo sia spesso più efficace di un saggio perché permette a molte più persone di avvicinarsi ad un argomento storico, in questo caso la Resistenza. Ho scelto Maria Peron perché la ritengo una figura straordinaria, che parte da un’assoluta ordinarietà e improvvisamente si trova nelle condizioni di fare una scelta importante, quella di salire in montagna e unirsi ai partigiani, che le cambierà la vita. Una storia che mi ha da subito affascinato.” Quello descritto in questo bel libro è quindi un anno avventuroso che porterà Maria, inizialmente poco avvezza alla vita di montagna, ad organizzare un presidio sanitario itinerante di fortuna e a diventare, nei fatti, il medico dei partigiani, ma anche dei valligiani, ricercata dai fascisti con una taglia sulla sua testa. Un anno che la vide anche conoscere Laurenti Giapparize, un georgiano che aveva disertato dalla Wehrmacht per combattere con i partigiani della brigata “Valgrande Martire”, che Maria sposerà dopo la guerra. Ma una partigiana particolare, che non ha mai impugnato un’arma. La presentazione, con lettura di alcune pagine da parte di Marta Marangoni, attrice del Teatro della Cooperativa, è visibile sul canale youtube di Anpi Niguarda.

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