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Concluso il Festival della Biodiversità: bilancio con uno sguardo al futuro Intervista a Marzio Marzorati, presidente dell’Ente Parco Nord

Concluso il Festival della Biodiversità: bilancio con uno sguardo al futuro Intervista a Marzio Marzorati, presidente dell’Ente Parco Nord

Il 26 settembre si è conclusa la quindicesima edizione del Festival della Biodiversità. Per stilare un bilancio e con uno sguardo al futuro del parco abbiamosentito Marzio Marzorati, Presidente dell’Ente Parco Nord organizzatore del Festival.

• Dopo 15 edizioni il Festival della Biodiversità è ormai un appuntamento molto seguito e apprezzato. Che edizione è stata quella di quest’anno? Come è stata la partecipazione del pubblico? L’edizione di quest’anno è stata dedicata all’Anno Internazionale della frutta e della verdura seguendo le indicazioni delle Nazioni Unite. La biodiversità dei vegetali contribuisce in modo sostanziale alla nostra dieta. Il Parco ha una radice profonda su questo tema, basti pensare ai suoi oltre 600 ortisti che coltivano la terra del Parco producendo alimenti per le loro famiglie. Gli orti sono luoghi di socializzazione e di incontro, di produzione e anche di coltivazione e cura della biodiversità, infine presidi di custodia. L’Orto Comune Niguarda assicura una esperienza del tutto particolare di condivisione e formazione. Durante il Festival abbiamo inaugurato anche gli orti comunitari ex-Ca’ Granda. La frutta e la verdura hanno un impatto ambientale minore rispetto ad altre coltivazioni, a condizione, però, di sviluppare la loro produzione secondo un approccio biologico, riducendo fertilizzanti e pesticidi. Il Festival ha voluto sottolineare, attraverso gli eventi, la necessità dell’educazione alimentare, della prevenzione e salute e soprattutto della possibilità di ridurre lo spreco alimentare. Il Parco attraverso il Festival fa cultura e crea occasioni di partecipazione unici. Sono state innumerevoli le iniziative di questa 15° edizione: teatro, incontri, animazioni, laboratori, feste, esposizioni di prodotti, insomma in 10 giorni più di 140 iniziative tutte realizzate con il contributo di un rete di associazioni, artisti e volontari davvero significativa. È stata anche costruita una Yurta attorno alla quale sono state raccontate storie di nomadi, di pastori, di lupi e di aree degradate recuperate dalla natura e dalle comunità locali. Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico e del sistema di prenotazioni online che ha permesso iniziative in totale sicurezza.

• Il Festival appena concluso segue quello dell’anno scorso realizzato in piena pandemia. Lo potremmo chiamare il Festival del rilancio in attesa in un futuro migliore? Il Covid non ci ha impedito di realizzare il Festival neppure lo scorso anno, non abbiamo voluto sospendere questa proposta che è davvero un’anima significativa del Parco. Quest’anno abbiamo ripreso con determinazione e anche con una positiva partecipazione nonostante la pioggia, certamente un rilancio che ha assecondato la volontà di ritrovarsi insieme e di fare cultura partendo proprio dai temi forti del Parco: gli alberi, gli orti, le specie viventi presenti in città, la fertilità della terra e le criticità climatiche che rendono indispensabile la presenza nel territorio metropolitano del Parco Nord Milano.

• Oltre al Festival quali eventi hanno caratterizzato il Parco Nord Milano in questo 2021? Sicuramente le attività di educazione rivolte al territorio e i momenti di aggregazione familiare e sociale. Il Parco è un luogo comunitario di convivenza che obbliga tutti noi a una responsabilità, verso la natura e i propri simili. È come se i prati, i boschi e i laghi abbracciassero le persone creando benessere. Un tema importante affrontato durante l’anno è stata la crisi climatica. Il Klimat Fest è stato un appuntamento significativo, un social Forum che ha permesso l’incontro di giovani – e non solo – per parlare e agire in contrasto ai cambiamenti climatici e in favore della giustizia sociale. Ci siamo dedicati alla proposta di un Parco del Seveso, cioè alla necessità di guardare oltre le vasche di laminazione per abbracciare la proposta di un ente sovraterritoriale che gestisca e amministri il territorio del torrente garantendo sicurezza idrogeologica e tutela ambientale. Sarebbe un vero e proprio Parco Climatico nel territorio della nostra regione che avrebbe la possibilità di completare la gestione integrata dell’acqua con la restituzione al suolo delle acque di bonifica e la gestione di quelle derivanti dall’invariata idraulica. Durante questo anno incredibilmente difficile abbiamo inoltre realizzato innumerevoli incontri online di formazione, divulgazione ed educazione mantenendo viva l’azione del Parco e soprattutto relazioni e capacità tecniche e scientifiche, abbiamo parlato di api, biodiversità, foreste, vita dei parchi.

• Per concludere, quali sono i progetti per il 2022? Sono molti e il Parco ogni giorno ne alimenta di nuovi. La possibilità di gestire la Riserva della Val di Mello in Val Masino è un’opportunità di grande valore. Ci spingiamo sino alle Alpi e ci mettiamo alla prova in una scommessa entusiasmante e impegnativa. L’impronta ecologica delle nostre cit-tà si trova sulle montagne, poter offrire la nostra esperienza alla fruizione e cura della Riserva è certamente un obiettivo interessante che ci apre alla rete ecologica avviando una sfida che cambierà anche il nostro modo di lavorare. Il Parco per il clima e la proposta del Parco del Seveso sono certamente un nostro obiettivo per il prossimo anno. Stiamo contribuendo alla progettazione del Parco Metropolitano e Agricolo milanese per mettere in relazione tutte le Aree Protette di Città Metropolitana creando un Parco davvero indispensabile per i bisogni sociali e ambientali di quasi 3 milioni e mezzo di abitanti. Abbiamo davvero una occasione storica per creare un grande Parco che abbracci tutte le città creando una rete e una connessione oggi più che mai indispensabile per rispondere ai cambiamenti climatici e alla valorizzazione di suolo e natura, ma anche per sostenere gli ambiti agricoli di qualità e il lavoro delle imprese. Continueremo l’importante sforzo di progettazione europea e anche nazionale, non solo per reperire contributi economici ma anche per attivare relazioni ed esperienze necessarie per imparare e sostenere l’azione collaborativa e propositiva del Parco. La relazione con gli altri Parchi, attraverso la partecipazione a Feder-parchi ed Europarc, ci permetterà di alimentare la rete di relazioni e sostenere azioni di collaborazione e progettazione. Siamo convinti che la cultura crei una passione unica tra le persone e permetta di diventare protagonisti della propria responsabilità e creatività. La bellezza della biodiversità è ciò che il Parco intende raccontare nel prossimo anno.

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